L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 24 gennaio 2022

Ucraina è stata trasformata dall'Occidente una terra desolata, impoverita, indebitata, percorsa da bande naziste, è stata trasformata in un cadavere e Mosca non ha nessuna intenzione di caricarselo sulle spalle

Guerra e pandemia, le due facce del dominio



Come mi aspettavo sia i venti di guerra ormai palesemente alimentati attraverso una totale distorsione della realtà, sia la narrativa pandemica e vaccinale mostrano la loro comune radice nel terrore delle elite nordamericane di perdere la capacità di comando sul resto del pianeta. A prima vista sembrano due cose diverse, due eventi che marciano attraverso percorsi di potere differenti, ma entrambe nascono dal fallimento dell’ultra capitalismo neo liberista che ha costretto da un lato a sparigliare le carte in tavola con il terrore pandemico e dall’altro dalle sconfitte che si sono susseguite negli ultimi anni. In una parola le elite hanno bisogno sia della pandemia e ciò che essa significa sul piano politico (gli affari colossali della farmaceutica sono i benvenuti, ma non sono l’obiettivo principale) che della guerra e ne hanno bisogno per parecchi anni senza che i meccanismi della democrazia interferiscano. Le impronte genetiche di una cultura fondata su maltusianesino, darwinismo e catastrofismo sono lì a testimoniare gli autori dei delitti in senso metaforico e ahimè anche reale. Ma dal momento che hanno il monopolio dell’informazione possono dire ciò che vogliono e convincere le pecore che hanno allevato in così’ gran numero per quarant’anni che tutto è normale, che loro difendono la libertà dei popoli e la salute degli individui. Certo facendo la guerra e ammazzando e rischiando l’olocausto nucleare o vendendo pseudo vaccini pericolosi per far fronte a un raffreddore, ma la contraddizione non è solo colpa di chi scrive il copione e ma anche di chi crede in esso mostrando una straordinaria pervicacia nel non usare la testa.

La continua insistenza su una supposta volontà russa di invadere l’Ucraina e dunque il continuo lancio di allarmi senza nemmeno curarsi di rispondere alle proposte di Mosca, ha persino qualcosa di metafisico nella sua vacuità: perché mai Putin dovrebbe invadere l’Ucraina che l’occidente ha trasformato in una terra desolata, totalmente impoverita, indebitata fino al collo e in mano a bande naziste? L’ultima cosa che la Russia potrebbe volere è proprio questo e anzi ha tutta l’intenzione di lasciare che siano Usa ed Europa ad occuparsi del cadavere che hanno creato, ma la cupola di potere americano – grosso modo la stessa che ha giocato sulla pandemia – non può permettersi di fare marcia indietro, non con un presidente che crolla giorno dopo giorni nei consensi e che è ormai apertamente incapace di ricoprire il suo ruolo, come persino l’informazione di lor signori riconosce, non con il peso della menzogna sanitaria che è stata raccontata e dalla quale non si sa più se e come uscirne, non con il totale disastro al quale stanno andando incontro i democratici. Bisogna rendersi conto che guerra e pandemia sono lo scenario di una crisi di sistema che sta travolgendo le lite di comando in occidente. Da una parte l’economia di carta, fondata su valori inesistenti e comunque completamente avulsi dall’economia reale, dall’altra l’enorme corruzione che questo ha generato e che è all’origine della perdita del vantaggio tecnologico ( anche in campo militare) su cui era stata costruita la mono polarità americana, nonché della sconfitta della scienza legata al profitto, sia la lotta disperata per mantenere la supremazia del dollaro, la volontà della Russia di non essere mangiata pezzo a pezzo dalla Nato e la ricerca cinese di nuovi mercati dopo aver saturato quegli occidentali sono alle origine delle strategie adottate dal potere grigio americano, che ormai da decenni ha sostituito il ruolo decisionale delle declinanti democrazie occidentali.

In queste condizioni mettersi attorno a un tavolo per discutere delle proposte russe diventa impossibile per il potere Usa che così riconoscerebbe ufficialmente di aver perso il monopolio dell’iniziativa geopolitica e per giunta un ritrovato clima di pace consentirebbe all’Europa di collegarsi alla rete asiatica e tornare a respirare economicamente. Questo lo sa benissimo un ceto politico comprato che ormai in tutto il continente non fa più gli interessi di chi li vota, ma di chi li fa votare utilizzando tutte le armi dei media e della corruzione. Del resto solo costringendo i cittadini alla sottomissione, le oligarchie occidentali possono pensare di superare la crisi del sistema che hanno creato. Così la pandemia serve alle geopolitica e quest’ultima alla pandemia: la libertà è ormai solo uno scarto, un impedimento. Di fronte a questo lamentarsi per le imprese di quattro gatti a Bruxelles fingendo che non siano agenti provocatori, come appaiono con chiarezza cristallina, è desolante. Anzi criminale

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