L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 gennaio 2022

Vaccinarsi con siero sperimentale è un "terno al lotto"

17 ANNI: MORTO D’INFARTO! (altro omicidio di Stato)
Maurizio Blondet 13 Gennaio 2022

I PARENTI MI HANNO CHIESTO DI TESTIMONIARLO

di Gianluca Marletta

Pubblico questo breve intervento con una certa riluttanza e solo perché mi è stato chiesto esplicitamente di farlo. Circa quattro giorni fa, ricevo una telefonata da alcuni amici siciliani di Partanna Mondello (PA), che mi chiedono di raccogliere la testimonianza di un signore che si qualifica come parente di un ragazzino di 17 anni da poco morto d’infarto.

La vicenda – che ho faticato letteralmente ad ascoltare – è la seguente: il ragazzino era stato vaccinato da alcuni giorni “contro il Covid”: viene colto da febbre altissima (fino a 41°) finché un pomeriggio non sopraggiunge il decesso improvviso.

Quello che la famiglia, disperata, deve sopportare tuttavia è solo all’inizio: le Forze dell’Ordine sequestrano la salma allo scopo di sottoporla ad autopsia (una morte del genere non è proprio normale, specie in un ragazzino) ma, colpo di scena!, due giorni dopo il cadavere viene restituito perché … le autorità (quali?) non ritengono necessario (per quali ragioni?) effettuare l’autopsia prevista!

Non commento e non voglio nemmeno immaginare lo strazio di questa famiglia… mi limito solo a due riflessioni personali:
  • Gli “effetti collaterali” veri o presunti dei “vaccini” Covid non saranno mai quantificabili (almeno in Italia) perché esiste una volontà esplicita di NON INDAGARE questi casi;
  • Mi sembra molto fondato il sospetto che ALCUNI LOTTI di vaccino siano decisamente più pericolosi di altri: nella stessa cittadina di Partanna, ad esempio, qualche settimana fa si è verificato un altro caso di infarto mortale di un ragazzino di 19 anni. In sostanza, è ragionevole pensare che una gran parte dei lotti di “vaccino” non contengano se non in minima parte il principio attivo (in fondo, è una sperimentazione) o che non tutte i lotti contengano le stesse sostanze. In pratica, come ha scritto di recente Massimo Mazzucco, farsi il “vaccino” oggi è un vero e proprio “terno al lotto”: se ti dice bene ti prendi un 90% di soluzione fisiologica (che non farà danni o li farà in tempi più lunghi), altrimenti…
Ecco: era mio dovere riportare questa testimonianza perché mi è stato chiesto.

E qui mi taccio.

Nessun commento:

Posta un commento