L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 31 gennaio 2022

Waidhofen an der Ybbs, Austria, 10 mila abitanti il partito nato per opporsi alla rapina di libertà e di diritti e la volontà dello stato di violare i corpi ha preso il 17,3% dei voti. La strada è indicata le prossime elezioni in Italia vedranno il partito delle libertà costituzionali scendere in campo

Popolo, libertà costituzione: si può fare



Mentre le raffinate teste dei giornalai di regime cercano il modo di vendere seriamente alla gente la straordinaria balla che sia la Russia ad aver ordito la protesta dei camionisti in Canada, in un piccolo centro austriaco di circa 10 mila abitanti, Waidhofen an der Ybbs, è avvenuta una piccola rivoluzione alle elezioni comunali: il partito per i diritti fondamentali Mfg, (Menschen Freiheit Grundrechte ovvero gente libertà costituzione ) creato appena sei mesi fa per opporsi alle misure liberticide imposte col pretesto della pandemia, ha ottenuto il 17 per cento dei voti, diventando al primo colpo il terzo partito dopo i popolari e i socialdemocratici. La cosa ancora più notevole è che praticamente dalla fine della guerra questo piccolo centro ( che comunque corrisponderebbe a una cittadina italiana di 70 mila abitanti, fatti i debiti rapporti) è sempre stato dominato dal partito popolare, ovvero dal centro destra democristiano – conservatore che non è mai sceso sotto il 60 per cento e oggi è invece si ritrova al 40. E questo nonostante le autorità abbiano bloccato diverse conferenze stampa del partito con la scusa che molti partecipanti non avevano la doppia vaccinazione. A dire la verità non è la prima volta che Mfg scende in campo lo ha già fatto nelle elezioni in Alta Austria del 26 settembre scorso, praticamente appena 40 giorni dopo la sua costituzione e come si può facilmente immaginare dentro un totale silenzio stampa, ottenendo il 6,23 per cento dei voti che era già sembrato un miracolo. Ma adesso con la vaccinazione obbligatoria il suo potenziale sta letteralmente esplodendo e in situazioni più mobili potrebbe segnare la morte di assetti politici ormai così defunti che devono usare la violenza per esistere.

Wolfgang Sobotka , presidente del parlamento nazionale austriaco, nato a Waidhofen di cui è stato anche sindaco negli anni ’90, dice con una singolare mancanza di esprit politico: “Purtroppo, la vaccinazione obbligatoria era la questione dominante”. Eh già come se la rapina di libertà e di diritti e la volontà dello stato di violare i corpi fosse una cosa secondaria, il che fornisce ancora una volta lo stato di miserabile povertà intellettuale in cui si trova il milieu politico europeo. Ma al di là della questione generale questo piccolo assaggio elettorale mostra che una forza politica di resistenza democratica può davvero impensierire e non poco i partiti tradizionali e che dunque sarebbe quanto mai opportuno che nascessero dovunque iniziative politiche di questo genere, ovvero limitate al compito più importante, il ripristino della democrazia e della costituzione, lasciando da parte tutte le altre questioni, che comunque non potrebbero mai trovare una qualche soluzione dentro un contesto autoritario e oligarchico. Una forza politica il cui scopo è quello di ristabilire le condizioni per l’esercizio della politica, sgombrando il campo dalla menzogna pseudo sanitaria. Persino in Italia potrebbe avvenire un miracolo di questo genere nonostante l’istinto divisivo che rode e corrode qualsiasi tentativo antagonista rispetto alla politica della subalternità ai poteri economici: e se mi si consente di fare per un attimo lo spin doctor della domenica forse bisognerebbe imparare dagli austriaci a creare anche un nome adatto che rappresenti immediatamente il programma stesso, come appunto per l’ Mfg invece di andare a cercare formule da 0, virgola qualcosa per cento.

E’ facile immaginare come un soggetto politico nuovo, dotato di uno scopo assolutamente fondamentale e cioè il ripristino delle libertà fondamentali, ma limitato a questo compito, dunque non “acquistabile” con estrema facilità, possa intimorire la palude politica dove si ha persino paura di cambiare presidente per evitare qualsiasi possibile cambiamento. La sola possibilità che un tale soggetto politico entri nelle stanze dove disordinatamente è accantonato la refurtiva materiale e morale di decenni di mala politica e più ancora di assenza di politica è come immettere una faina nel pollaio. E allora vedremmo cosa farebbero certi capponi che fanno chicchirichì come i galli: essi infatti non devono solo temere la nascita di una opposizione, ma anche l’ira dei loro padroni per non essere riusciti nel piano di resettare completamente la democrazia e di fare del Parlamento un teatrino dei burattini. Di certo questa è una delle strade maestre da percorrere prima che sia troppo tardi per salvare il Paese

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