L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 febbraio 2022

e, dopo i colloqui, Lavrov apre la porta ad una stupida, impettita, ignorante, ministro degli esteri del Regno Unito, che non ha capito niente di quello che gli è stato detto

La Russia ridicolizza l’occidente e i suoi politici ignoranti



Davvero si rimane di stucco perché per quanto si possa considerare la politica subalterna ai poteri economici e per quanto questo dipendenza abbia drammaticamente abbassato in tutto l’occidente la qualità di chi dovrebbe gestire la cosa pubblica, non ci si immagina mai che le cosa siano arrivate a livelli così bassi. Dopo la misera figura di Macron a Mosca e quella della ministra tedesca, è toccato alla ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, completare con una inarrivabile ciliegina, l’abominevole figura europea. Se Francia e Germania debbono ubbidire obtorto collo al padrone americano, mostrando tutta la debolezza della loro posizione e sostanzialmente chiedendo a Mosca comprensione per la loro impossibilità di arginare Washington, la Gran Bretagna che si sente vice maestra dell’anglosfera, non ha questi problemi, è come un cane da guardia che abbaia e ringhia contro l’orso russo nella speranza di essere apprezzato dall'addestratore e che non le arrivi una zampata che la faccia roteare in aria. Così la signora Truss è andata a parlare con il suo omonimo russo Lavrov per vomitargli addosso tutto l’insieme di cazzate sull'inesistente invasione dell’Ucraina e sulle truppe russe che minaccerebbero Kiev, senza tuttavia parlare delle soverchianti truppe ucraine pronte a invadere il Donbass, ma in parte schierate anche ai confini russi.

Quando Lavrov ha visto che parlare con la signora Truss era come dialogare con un sordo e che la povera ministra non era in grado di andare oltre gli slogan si è preso una bella vendetta rivelando a tutto il pianeta la totale incompetenza del ministro di sua maestà. A un certo punto mentre la signora snocciolava le sue frasi fatte il ministro degli Esteri russo ha portato il discorso sullo stanziamento delle truppe russe a Rostov e Voronez e subito la Truss ha detto che “Londra non avrebbe mai riconosciuto queste regioni come territori sovrani della Russia”. Un vero peccato che le due regioni non c’entrano proprio nulla con l’Ucraina e sono migliaia di chilometri di distanza. Figura davvero di merda di cui tutto il mondo al di fuori dell’occidente si spancia dalle risate.

Ma la signora non è nuova ad aprire la bocca senza sapere una minchia (absit iniuria verbis) perché già in precedenza ad un incontro organizzato dal Lowy Institute, un think tank finanziato dal governo australiano e dai Rothschild, la Truss in un acceso discorso contro Russia e Cina ha detto che “L’Ucraina è un paese orgoglioso con una lunga storia. Ha già visto forze d’invasione, dai mongoli ai tartari…” peccato davvero che i tartari abbiano invaso la Russia e non l’Ucraina, a parte il fatto che si parla di molti secoli addietro. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, dopo aver letto queste asinate ha scritto:

Il ministro degli Esteri britannico Liz Truss, che recentemente ha attraversato gli Stati baltici in un carro armato, ha affermato oggi che l’Ucraina ha visto molte invasioni – “dai mongoli ai tartari”. Tre domande dei colleghi russi al diplomatico britannico:
  1. Quanti anni sono trascorsi tra le due invasioni, quella dei Mongoli e dei Tartari?
  2. La sofferenza degli ucraini sotto il fascismo non è stata menzionata perché insignificante o perché la corona britannica non solo ha sostenuto, ma è stata toccata dal nazismo tedesco fino agli anni ’40?
  3. A quale istituto di istruzione ha conferito il diploma la signora Truss?”

Probabilmente non si può fare altro che prendere in giro un ceto politico formato da assoluti ignoranti, gli stessi peraltro che impongono la dittatura sanitaria mentendo e tappando i buchi della narrazione con la loro incompetenza. Inconsapevolmente mentre attendevamo i barbari di nostra invenzione, siamo diventati noi i barbari.

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