L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 febbraio 2022

«Fratelli d’Italia sostiene l’appartenenza dell’Italia al blocco occidentale e alla Nato senza ambiguità, soprattutto di fronte a crisi di ampia portata come questa». Prima cooptata da Aspen e ora è di casa negli Stati Uniti, perché non fidarsi di questa formazione politica

Meloni vola negli Stati Uniti, sarà ospite dei conservatori in Florida

La leader di Fratelli d’Italia è attesa alla Conservative Political Action Conference, che quest’anno si tiene a Orlando.
23 Febbraio 2022 12:10Redazione


«I am Giorgia, I am a mother, I am a Christian». Dopo aver declinato in spagnolo il suo tormentone nel corso di Viva 21, la kermesse a Madrid di Vox, partito neo-franchista di ultradestra, chissà se Giorgia Meloni lo farà in inglese a Orlando, in Florida, dove è stata invitata a partecipare alla Conservative Political Action Conference, appuntamento politico annuale a cui presenziano numerosi esponenti del Partito repubblicano americano.

Giorgia Meloni, cosa è la CPAC

La leader di Fratelli d’Italia è infatti attesa al Conservative Political Action Conference, conferenza annuale dei conservatori Usa che, inaugurata da Ronald Reagan nel 1974, vede la partecipazione di attivisti e politici conservatori da tutti gli Stati Uniti, così come di leader internazionali. Il Cpac si svolge quest’anno a Orlando, in Florida, da dal 24 al 27 febbraio: Giorgia Meloni interverrà sabato 26 alle 12:45, all’interno del panel “Cpac: The Whole World is Watching”, al tavolo degli ospiti stranieri.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia (TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

Giorgia Meloni, per lei è un ritorno

«I repubblicani sono collegati alla famiglia dei Conservatori europei che ho l’onore di presiedere. E in questa veste, oltre che come presidente di FdI, che tornerò al CPAC, che quest’anno si tiene a Orlando. Si tratta del più grande convegno dei conservatori americani, con i quali condividiamo molti valori e molte battaglie», ha detto Giorgia Meloni in un’intervista a La Stampa. Curiosità: nella scorsa edizione della conferenza, è stata installata una statua dorata di Donald Trump, opera intitolata “Trump and His Magic Wand” e realizzata da Tommy Zegan, che ha attirato numerosi commenti online quando è venuto fuori che era stata costruita in Messico.

Giorgia Meloni, per lei è un ritorno al CPAC (GUGLIELMO MANGIAPANE/POOL/AFP via Getty Images)

Giorgia Meloni, cosa ha detto sulla crisi ucraina

Il viaggio di Giorgia Meloni arriva in un momento di grandi fibrillazioni internazionali, legate in particolare alla crisi tra Russia e Ucraina. Meloni è intervenuta sul tema chiedendo di far prevalere la distensione, sottolineando comunque che «Fratelli d’Italia sostiene l’appartenenza dell’Italia al blocco occidentale e alla Nato senza ambiguità, soprattutto di fronte a crisi di ampia portata come questa».

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