L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 febbraio 2022

Gli esperti prigionieri della propria bolla ideologica non capiscono che oggi l'Ucraina è un cancro economico/sociale che Mosca non ha nessuna intenzione di caricarsi sulle spalle. Differente è il discorso sul Donbas

Ucraina. Argentieri (J.Cabot): "Putin vorrebbe golpe, rischia nuovo Afghanistan"
02 febbraio 2022 | 19.41

L'obiettivo di Putin è "sottomettere il Paese, farlo 'tornare all'ovile'". "La Nato sta reagendo bene, ma i rischi di guerra ci sono, non ci sono dubbi su questo"

Federigo Argentieri

L'obiettivo di Vladimir Putin è "sottomettere l'Ucraina, farla 'tornare all'ovile'". Ma per il presidente russo, l'Ucraina rischia di diventare "un altro Afghanistan". A dirlo all'Adnkronos è Federigo Argentieri, docente di Scienze Politiche alla John Cabot University di Roma, sottolineando che "la Nato sta reagendo bene". "Ma i rischi di guerra ci sono, non ci sono dubbi su questo".

Esperto delle vicende politiche dell'Europa orientale, Argentieri spiega che "Putin ha il mito del triangolo slavo, Russia, Ucraina e Bielorussia che devono essere inscindibili, non separabili". Ma malgrado l'invasione della Crimea, la guerra nel Donbass, Putin "non riesce a sottomettere l'Ucraina". Per lui, "l'ideale sarebbe un colpo di stato per rovesciare il governo attuale, ma non credo ci possa riuscire".

Un'altra opzione, continua Argentieri, "è un'invasione da est verso sud, per occupare tutta la costa fra Crimea e la Russia, al centro della quale c'è la città di Mariupol, ovvero la costa nord del mare di Azov. Sarebbe strategicamente logico. Questa è una possibilità. E contro questo non so se l'Ucraina ha la possibilità di difendersi efficacemente. Tenderei a escludere un'invasione generale, ci potrebbero essere punzecchiature a nord alla frontiera bielorussa per distrarre l'esercito ucraino".

"Non so cosa ha in mente Putin, non so se ha già deciso cosa fare e sta soltanto prendendo tempo" - continua Argentieri - "il suo obiettivo è sottomettere l'Ucraina, 'farla tornare all'ovile', mentre invece l'Ucraina non vuole. La vera materia del contendere non è l'Ucraina nella Nato o no, ma è se l'Ucraina è libera di decidere dove vuole andare, e Putin vuole negare questo diritto". Putin rischia di finire come il generale francese Oudinot, "che nel 1849 entrò a Roma, dicendo 'gli italiani non si battono'. Putin pensa lo stesso degli ucraini, ma gli ucraini si battono eccome".

Alla fine "potrebbe essere un altro Afghanistan per la Russia, mutatis mutandis". E in Ucraina non ci sono talebani o fanatismi, "ma gente che vuole essere normale", conclude Argentieri, definendo "vomitevole" il "mito del nazismo ucraino", che non viene più neanche ripetuto dai troll, da quanto era falso e ridicolo".

"La Nato non ha mai promesso a Gorbaciov di non estendersi ai paesi dell'ex patto di Varsavia, è una leggenda", dice ancora Argentieri. "Basti guardare la Germania - sottolinea- la Germania est era nel patto di Varsavia e dal giorno alla notte è entrata nella Nato. Perché con la riunificazione tedesca era stato concordato che la Germania rimanesse intera sia nell'Ue che nella Nato".

Quello che si promise all'allora leader sovietico Mikhail Gorbaciov furono grossi aiuti da parte tedesca, "la Germania si è quasi comprata questo diritto di rimanere nella Nato anche dopo l'unificazione. E in questo modo ha tolto il mattone principale sotto la pila del patto di Varsavia, che si è svaporato in meno di un anno". Poi Bill Clinton adottò "la tattica giusta" quando negoziò con i russi l'ingresso nella Nato degli ex membri del patto di Varsavia, presentandolo come una "misura di sicurezza" per evitare disastri come nell'ex Jugoslavia. Già della Germania si era detto che era meglio "averla ancorata alla Nato che allo sbando"

"C'è stata una promessa da parte degli occidentali di non andare oltre il patto di Varsavia? Io credo che non ci sia stata neanche questa, perché altrimenti non si spiegherebbe l'ingresso nel 2004 dei baltici" che facevano parte dell'ex Urss, ragiona Argentieri, mentre Mosca, nell'ambito della crisi ucraina, fa riferimento a presunte promesse da parte occidentale.

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