L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 28 febbraio 2022

Hiroshima e Nagasaki. Gli Stati Uniti è il solo paese al mondo che coscientemente ed inutilmente hanno bombardato con le atomiche due città piene di uomini donne bambini. Un atto criminale di inaudita violenza

Il dottor Stranamore vive alla Nato



Sono dei bugiardi davvero atomici alla Nato perché la pila che alimenta la menzogna e l’ipocrisia non si scarica mai. Tanto per accrescere meglio la folle e rabbiosa lapidazione di Putin il Times di Londra e a seguire tutte le testate occidentali che tanto sono edite dalle stesse manine hanno diffuso la notizia che Putin ha posto in allerta le forze nucleari sfruttando questa ennesima occasione per dire che il leader russo è un pazzo fuori controllo, così come suggeriscono alcuni pazzi davvero senza freni che possiedono l’informazione . Ora dire che qualcuno ha messo in allerta le forze nucleari è abbastanza privo di senso perché le forze nucleari sono per definizione sempre allertate se il Paese è in guerra. Le forze Usa in particolare sono quasi sempre in defcon tre – un livello di attenzione massima prima della vera e propria preparazione al combattimento – nelle fasi calde di quasi ogni conflitto, pure quelli per la verità rarissimi in cui non sono direttamente implicate. E anche in questo caso le forze Usa erano in allarme Defcon 2 già molto prima del 24 febbraio, comprese le basi italiane e le altre strutture dotate di armi nucleari sparse per l’Europa. Dunque erano in allarme ben prima di quelle russe, ma mentre Putin viene considerato pazzo ad allarmare il dispositivo nucleare, i bugiardi – e il Corriere in questo è inarrivabile per servire doppia morale su un letto di idiozia – vede come saggia le decisione di Biden.

Del resto la teoria del first strike , ovvero del primo colpo nucleare a sorpresa non è certo russa e nemmeno è mai stata sovietica, ma americanissima e per questo pur essendo fondamentalmente criminale e folle, non ha mai suscitato la minima critica fra i giornalai e gli altri protagonisti del Minculpop Nato, tanto meno tra le comparse europee della politica che fanno quel che vuole il burattinaio. Putin perciò ha fatto una cosa sacrosanta a sottolineare che anche le forze russe sono in allerta anche perché non si sa bene chi comandi alla Casa Bianca e c’è la possibilità che le fazioni guerrafondaie nascoste dietro Biden possano tentare qualche colpo di mano, come aveva magistralmente avvertito Kubrik con il suo dottor Stranamore e cosa di cui si è avuto sentore nel 2021. Certo l’informazione non brulica di gente dotata dell’intelligenza, della cultura e men che meno dell’onestà necessaria a scrivere queste cose e quindi meno sa e più diventa offensivamente stupida senza nemmeno accorgersene. Speriamo che i cittadini europei non debbano accorgersene tragicamente, ma di certo lo vedranno quando rimarranno in mutande mentre i giornali e televisioni magnificheranno una ripresa storica dell’economia totalmente infondata o basata su calcoli già educorati e fatti sul pil nominale ovvero quello che non tiene conto dell’inflazione e sono, al di fuori di alcuni usi tecnici, pura carta straccia. Ma cosa non lo è oggi in occidente?

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