L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 febbraio 2022

i dati di fatto che emergono militarmente - spiega - sono due: il primo riguarda le perdite, per ora piuttosto limitate visto tutte le forze che sono in campo e anche per quello che mediaticamente si è visto e si è detto. L'altro aspetto è che i russi sono riusciti in poche ore a eliminare le capacità operative ucraine

UCRAINA
Gianandrea Gaiani, fondatore Analisi Difesa: "In poche ore Russia ha eliminato capacità operative ucraine"
di Giacomo Barducci
25 feb 2022

Mentre proseguono gli scontri in Ucraina il giornalista Gianandrea Gaiani, fondatore di "Analisi Difesa" analizza come la Russia sia riuscita ad avanzare così velocemente: "Diciamo innanzitutto che dopo poco più di 24 ore dall'inizio delle operazioni speciali in Ucraina, come le ha chiamate Putin, i dati di fatto che emergono militarmente - spiega - sono due: il primo riguarda le perdite, per ora piuttosto limitate visto tutte le forze che sono in campo e anche per quello che mediaticamente si è visto e si è detto. L'altro aspetto è che i russi sono riusciti in poche ore a eliminare le capacità operative ucraine".

"Come spesso avviene in tutte le guerre - aggiunge - gli attacchi vengono effettuati contro i centri di comando e controllo, le basi radar, i sistemi di difesa aerea, le forze aeronautiche e i russi non hanno fatto eccezione distruggendo gran parte di queste infrastrutture ucraine. Forse per questo - spiega - per la carenza di capacità aeree ucraine molti reparti terrestri dell'esercito di Kiev si sono ritirati. Dal Donbass, fronte sud, sono di fatto crollate le difese di fronte la Crimea e i russi hanno raggiunto il fiume Dnepr. Gli elementi che stanno emergendo, quindi, è che militarmente l'Ucraina non è in grado di opporre nessuna resistenza alle operazioni militari russe".

L'intervista a Gianandrea Gaiani (Fondatore "Analisi Difesa")

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