L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 febbraio 2022

I titoli di stato trentennali spagnoli più apprezzati di quelli italiani

Bond Spagna a 30 anni, boom di ordini per il collocamento sindacato
La Spagna ha appena collocato sul mercato un nuovo bond a 30 anni, scadenza 2052, attirando altissime richieste tra gli investitori
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 10 Febbraio 2022 alle ore 11:45


Anche la Spagna ha deciso ieri di procedere all’emissione di un nuovo bond a 30 anni tramite collocamento sindacato. L’Italia lo aveva fatto già nei primi giorni di gennaio, volendo approfittare delle condizioni di mercato ancora abbastanza positive. E a ragion veduta, come vedremo tra poco. Il titolo iberico ha scadenza nell’ottobre 2052 e di fatto rimpiazza come “benchmark” il trentennale attuale in scadenza nell’ottobre 2050. Rispetto a quest’ultimo, ha offerto un rendimento a premio di circa 10 punti base.

Il nuovo bond della Spagna a 30 anni stacca cedola 1,90% ed è stato prezzato ieri a 99,934 centesimi, pari a un rendimento lordo annuale dell’1,903%. L’importo offerto è stato di 7 miliardi di euro, rispetto ai quali sono giunti ordini per ben più di 60 miliardi. Ad essersi occupati dell’operazione sono stati BBVA, BNP Paribas, Citi, Credit Agricole, Deutsche Bank e Santander.

Anche i bond della Spagna stanno accusando perdite per via dell’attesa stretta monetaria della BCE. In meno di due mesi, ad esempio, il rendimento decennale è salito di 75 punti base fino a oltre l’1,10%, attestandosi in queste ore sotto 1,08%. Ma lo spread con i Bund della Germania rimane assai più contenuto di quello italiano, viaggiando in area 85 punti base contro i 150-160 dell’Italia.

Nuovo bond Spagna batte BTp a 30 anni

Dicevamo, anche il Tesoro di Roma ha emesso a inizio anno un nuovo BTp a 30 anni. Scadenza settembre 2052 e cedola 2,15% (ISIN: IT000545480980), ieri quotava sul MoT di Borsa Italiana a 94,60 centesimi, nettamente sotto la pari e al prezzo di emissione di appena un mese fa. Il rendimento offerto supera, quindi, il 2,40%. Dunque, il trentennale italiano offre un premio di mezzo punto percentuale rispetto a quello spagnolo. Ciò riflette il maggiore rischio sovrano percepito sul mercato sovrano tricolore, conseguenza di un rapporto debito/PIL superiore al 150% e secondo nell’Eurozona alla sola Grecia.

Malgrado il rimbalzo del PIL ben superiore alle attese in Italia, del 6,5% nel 2021 contro il +5% della Spagna, i titoli di stato emessi da Madrid continuano ad essere maggiormente apprezzati, come confermano gli spread e la minore volatilità del mercato iberico.

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