L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 febbraio 2022

La Cina si riprende Taiwan

“Cina pronta ad attaccare”: la previsione di Trump dopo lo scontro in Ucraina

24/02/2022 - 16:06

La Cina sarà il prossimo Stato ad attaccare. Sono queste le previsioni dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha approfittato della situazione per scagliarsi contro Biden.


La Cina come la Russia: pronta a invadere e riprendere Taiwan. L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è convinto delle sue previsioni. L’assalto di Putin all’Ucraina potrebbe infatti incoraggiare la Cina a invadere i territori circostanti e riprendersi Taiwan.

In un momento delicato dove la diplomazia scivola sulle parole di Putin, che ha riconosciuto l’indipendenza del Donbass, Trump avanza in terreno fertile per la sua propaganda: accusa Biden di non essere stato in grado di gestire la situazione e ribadisce che con lui la Russia non avrebbe mai invaso l’Ucraina.

Intanto mentre le forze diplomatiche guardano all’Ucraina, Trump accende i riflettori sulla Cina, paese competitor degli Stati Uniti, ma non è il solo: anche il Giappone aveva dato l’allarme di una possibile avanzata cinese dopo quella russa. Ecco tutto quello che c’è da sapere
Trump: «Dopo la Russia, la Cina è pronta ad attaccare». Ecco perché

China is next. La Cina sarà la prossima. Con queste parole Donald Trump, l’ex presidente degli Stati Uniti d’America, ha annunciato che sarà Pechino la prossima potenza ad attaccare. L’Occidente non deve solo preoccuparsi di quello che sta accadendo in Donbass, deve anche guardarsi dalle possibile strategie della Cina.

Secondo Trump la superpotenza asiatica potrebbe essere incoraggiata dai successi ottenuti da Vladimir Putin in Ucraina. Infatti il presidente russo, dopo aver riconosciuto l’indipendenza delle due repubbliche autoproclamate di Donetsk e Luhansk, ha inviato convogli militari “per garantire la pace”: di fatto l’annessione delle due repubbliche è ormai cosa fatta per Mosca.

La Cina potrebbe quindi decidere di emulare il suo vicino e invadere Taiwan con conseguente annessione, come sostenuto dal Giappone, che vede l’espansione della Cina una minaccia per i suoi confini. “Stanno attendendo solo la fine delle Olimpiadi” ha sostenuto Trump, e dato che le Olimpiadi ormai sono terminate, sarebbe solo questione di tempo, anche pochi giorni, prima che la Cina decida di attaccare.

Non bisogna dimenticare inoltre che la Cina avrebbe quasi sicuramente l’appoggio di Putin, il quale più volte ha sostenuto il paese asiatico, confermando che per la Russia Taiwan “è già cinese”.
Perché la Cina potrebbe decidere di invadere Taiwan?

I rapporti tra Taiwan e la Cina sono da sempre estremamente tesi e Pechino non ha mai escluso la possibilità di riprendersi con la forza l’isola. Il conflitto tra i due stati è nato nel 1949, quando a Taiwan si rifugiò una parte della popolazione cinese sconfitta nella guerra civile da Mao Tse Tung.

Ancora oggi il governo cinese considera Taiwan un proprio territorio, imponendo un veto alle Nazioni: Pechino non intesserà relazioni con gli Stati che intrattengono rapporti formali con Taiwan, cercando d’isolarla. È sempre a causa della Cina se da 1971 Taiwan non è più membro dell’Onu: ogni richiesta avanzata dal governo taiwanese di essere riammesso nell’organizzazione è stata bloccata dall’opposizione della Cina. Solo negli ultimi anni, a causa (o grazie) alla pandemia da coronavirus l’isola di Taiwan ha potuto intessere e creare nuovi legami diplomatici con gli altri Stati, questo risultato si deve soprattutto all’invio di materiale sanitario.

La Cina non ha mai visto di buon occhio il nuovo assetto sulla scacchiera geopolitica e per questo ha più volte ribadito il proprio ruolo di forza, intensificando le esercitazioni militari attorno all’isola. Sono stati molti gli esperti che in questi anni hanno insistito sulla possibilità che la Cina possa sfruttare la pandemia per prendere il controllo di Taiwan con la forza, soluzione mai esclusa da Pechino. A questi ultimamente si è solo aggiunta la voce di Trump che ha ricordato il legame e il sostegno di Putin alla causa cinese.

Russia-Ucraina, Trump attacca Biden ed elogia Putin

La Cina come prossima minaccia per l’Occidente, dopo la Russia. Donald Trump sfrutta la situazione mondiale per fare propaganda: attacca l’amministrazione Biden e la sua politica estera. Il messaggio finale della sua lunga discorso intervista con il The Clay Travis and Buck Sexton Show al Mar-a-Lago potrebbe essere così riassunta: con Trump alla Casa Bianca non sarebbe mai accaduto niente di quello che è accaduto in Ucraina e di quello che accadrà con la Cina.

Trump ha infatti ricordato i suoi rapporti cono il presidente russo: “Conoscevo Putin molto bene”. E ancora: “Sapevo che avrebbe sempre voluto l’Ucraina, gliene parlavo. Penso che probabilmente nessuno lo conosca meglio (di me) in termini di discussioni che abbiamo o che avremo stamattina”.

Durante l’intervista non ha potuto non lodare la “genialità” di Putin nell’aver riconosciuto le repubbliche indipendenti nel Donbass per poi inviare convogli militari in qualità di peacekeeper. Una strategia che, secondo Trump, sarebbe dovuta essere bloccata molto prima, cosa di cui è stata incapace l’amministrazione Biden: “Se fossi stato in carica, non sarebbe nemmeno pensabile”. Ovviamente l’amministrazione dell’attuale Presidente ha respinto le parole di Trump, ricordando il suo fallimento nei rapporti diplomatici esteri.

Va ricordato comunque che dietro le parole e gli interventi dell’ex presidente si nasconde un piano di propaganda per le prossime elezioni: la crisi tra Russia e Ucraina stata sfruttata a proprio vantaggio, così come potrebbe farlo una volta che la Cina attacchi realmente Taiwan.

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