L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 febbraio 2022

La deputata sana, non malata non è potuta entrare in Parlamento per votare il Presidente della Repubblica

Procura del Tribunale Penale Internazionale protocolla la mia denuncia – Nota stampa di Sara Cunial



COMUNICATO STAMPA di Sara Cunial

Roma, 1 feb. – “La Procura del Tribunale Penale Internazionale ha preso in carico ufficialmente la mia denuncia contro Roberto Fico e le Autorità italiane che non mi hanno consentito l’accesso al Parlamento. All’atto ho altresì aggiunto i gravi fatti che da due anni avvengono nel nostro Paese e che opprimono i cittadini italiani attraverso norme restrittive e costrittive, in contrasto con i regolamenti europei e le stesse leggi nazionali” lo afferma la deputata Sara Cunial, portavoce eletta democraticamente dal popolo italiano ma escluso dalle aule parlamentari perché senza Green Pass.

“Come hanno dimostrato anche le recenti norme, e come ormai è stata ampiamente documentato a livello scientifico e riconosciuto anche a livello politico in molti Paesi, il green pass, lungi dall’avere valore sanitario, è di fatto strumento di certificazione dell’ubbidienza, non della salute, di una persona – continua Cunial – anche per questo non può ritenersi requisito limitativo all’esercizio di voto di un parlamentare, a maggior ragione nel corso dell’elezione del Presidente della Repubblica, il garante per eccellenza dello Stato di Diritto. Con la mia esclusione è stata estromessa tutta quella parte di elettorato che mi ha eletta e che oggi, come me, si rifiuta di utilizzare un pass per vedere riconosciuti i propri diritti. In Italia oggi vige uno stato di apartheid e di perenne discriminazione – aggiunge – Quello che più temo, e che ho denunciato anche a livello internazionale, va oltre la perdita dei diritti di una minoranza ma riguarda altresì la gravissima violenza e persecuzione di questi cittadini, me compresa, da parte dalle autorità italiane e dalle forze dell’ordine”.

“Ora, finalmente, qualcuno inizierà a indagare sui fatti denunciati perseguendo i responsabili – prosegue Cunial – L’intervento della Procura Internazionale potrà infatti essere ispettivo o addirittura di rinvio a giudizio delle autorità coinvolte, in quanto, ai sensi dei trattati internazionali, nessuno può considerarsi coperto da immunità parlamentare o di Governo o diplomatica – conclude Cunial – Vista l’inerzia della magistratura italiana, che in questi mesi è rimasta a guardare le decisioni di un governo liberticida, senza muovere un dito, adire alle magistrature internazionali al fine di garantire finalmente giustizia in Italia, è un dovere nei confronti di tutti quei cittadini vessati, umiliati e perseguitati, del popolo italiano tutto e della nostra Democrazia”.

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