L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 5 febbraio 2022

La forma è sostanza, tu Draghi, stregone maledetto/vile affarista, governi solo con decretazione d'urgenza eliminando il Parlamento stai attuando un sistema Totalitario. Mattarella Mattarella firmando tutto avvalla la deriva, il bla bla bla non serve

Nel 2021 il Governo Draghi ha approvato 42 decreti legge

Nel suo discorso in occasione del giuramento alle Camere il Capo dello Stato Mattarella ha lanciato un appello all’esecutivo: 'il Parlamento deve poter avere il tempo di discutere le norme che arrivano da palazzo Chigi'

aggiornato alle 07:3705 febbraio 2022

© Andrew Medichini / POOL / AFP
- Il Consiglio dei ministri presieduto da Mario Draghi

AGI - Troppi decreti e poco tempo a deputati e senatori per poterli esaminare e discutere. In un passaggio del suo discorso di giuramento alle Camere, Sergio Mattarella ha richiamato il governo per un ricorso eccessivo alla decretazione d’urgenza e alle questioni di fiducia, e ha lanciato un appello all’esecutivo: il Parlamento deve poter avere il tempo di discutere le norme che arrivano da palazzo Chigi e deve poter recuperare la sua funzione di potere legislativo.

“Nell’indispensabile dialogo collaborativo tra Governo e Parlamento, particolarmente sugli atti fondamentali di governo del Paese – ha detto Mattarella - è necessario che il Parlamento sia posto in condizione sempre di poterli esaminare e valutare con tempi adeguati.

La forzata compressione dei tempi parlamentari rappresenta un rischio non certo minore di ingiustificate e dannose dilatazioni dei tempi. Appare anche necessario un ricorso ordinato alle diverse fonti normative, rispettoso dei limiti posti dalla Costituzione”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

Dall’inizio del suo insediamento, a febbraio del 2021, il governo Draghi è spesso ricorso alla decretazione d’urgenza, anche a causa della gestione delle due priorità individuate dallo stesso governo come fondamentali: la lotta alla pandemia e l’attuazione del Pnrr.

I primi giorni di gennaio palazzo Chigi aveva diffuso la relazione sull’attuazione del programma di governo fino alla fine dell’anno 2021, dalla quale emerge che il governo Draghi, nelle 54 sedute del Consiglio dei Ministri del 2021, ha deliberato 109 provvedimenti legislativi, di cui 42 decreti-legge (il 37,5%), 41 decreti legislativi (il 37,5%) e 27 disegni di legge (il 25%).

Una produzione legislativa, secondo palazzo Chigi “particolarmente corposa e sostenuta, per numero e tipologia di atti di rango primario approvati” perché “il Governo ha dovuto tener conto della necessità di far fronte ad una doppia crisi emergenziale: sanitaria ed economica”.

Allo stesso tempo, secondo l’esecutivo, “l’urgenza di assicurare prima attuazione al PNRR e prima ancora, l’esigenza di strutturarne tempestivamente la governance, ha reso improrogabili numerose disposizioni legislative, spesso emanate sulla base di oggettivi presupposti di eccezionalità ed urgenza”.

Il richiamo che Mattarella ha indirizzato ieri al governo, peraltro, non è del tutto inedito: a luglio scorso, promulgando il ddl di conversione del decreto Sostegni bis, il capo dello Stato aveva inviato una lettera ai presidenti delle Camere e al capo del governo, con cui si chiedeva di evitare che i provvedimenti d'urgenza diventassero veri e propri decreti 'omnibus' con norme molto diverse tra di loro.

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