L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 febbraio 2022

Le bugie hanno le gambe corte anche quelle del Corriere della Sera

Menzogna del Corriere: “Russia ci ha tagliato le forniture”

Maurizio Blondet 9 Febbraio 2022

Cesare Sacchetti

Apri il Corriere e trovi puntualmente la menzogna in questo articolo firmato da Fubini (j). Per chi non avesse famigliarità con il personaggio, è il cosiddetto “esperto” in materia economica del Corriere che già è rimasto nella memoria per le sue castronerie in merito all”emissione di moneta e sulla difesa dell’euro che ha annichilito la nostra economia. Stavolta Fubini si avventura nel campo della crisi artificiale energetica e accusa la Russia di aver tagliato le forniture di gas all’Italia. Si tratta di una falsità completa. La fornitura di gas all’Italia e all’Europa da parte della Russia è rimasta costante. Mosca non ha tagliato proprio nulla. Sono stati gli importatori, cioè noi, a ridurre gli acquisti del gas.

Persino un bambino capirebbe che se tu riduci il quantitativo di gas che compri fai andare verso l’alto il suo prezzo. Allo stesso modo, dopo che noi abbiamo ridotto le importazioni abbiamo pensato bene di attingere ancora di più dalle riserve di gas facendo andare ancora più su i prezzi. In altre parole, la cosiddetta crisi energetica è un fenomeno creato a tavolino dai governi Occidentali e dall’Unione Europea. Mosca non c’entra nulla in tutta questa storia. Il suo scopo è meramente politico. Nell’ottica dei suoi esecutori sarebbe dovuta servire a sostituire la farsa pandemica ormai morente per giungere al Grande Reset, ma ormai quell’obbiettivo è sfumato perché sono stati gli stessi governi e lo stesso Bill Gates a riconoscere che ormai quel disegno è irraggiungibile. A cosa serve quindi questa crisi? A produrre danno alle economie dei Paesi europei. A deindustrializzare. A far fallire quelle piccole e medie imprese che sono sopravvissute al colpo di Stato pandemico. L’ottica di questi delinquenti non è ormai quella di seguire un piano che porti ad un fine preciso. L’ottica di questi delinquenti è quella di infliggere più danni possibili. L’ottica di questi delinquenti è quella di dare fuoco al capannone prima di darsi alla fuga.

La guerra del gas: perché l’aumento delle bollette in Italia dipende dalla Russia?
La Russia ha tagliato le forniture all’Italia, come si vede dai dati Gazprom: -43% alla frontiera di Tarvisio. Nel pieno della crisi ucraina

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