L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 febbraio 2022

le liste di prescrizioni in Canada nel cul de sac

Canada, la protesta contro l’obbligo vaccinale è ormai una rivolta

6 FEBBRAIO 2022 - 15:00

È passata una settimana da quando il Freedom Convoy, in protesta contro le misure e le politiche del governo di Justin Trudeau, è arrivato ad Ottawa. Sono almeno “500 i veicoli pesanti associati alla manifestazione che si trovano nella zona rossa” secondo la polizia, oltre alle migliaia di persone si sono unite alla protesta. I manifestanti hanno promesso che rimarranno in strada fino a quando tutti i mandati e le restrizioni Covid-19 non saranno scomparsi; anche se, su insistenza delle autorità governative e della polizia di Ottawa, è stata interrotta una delle principali fonti di supporto finanziario per la manifestazione; per una presunta “violazione delle norme” a seguito di non meglio specificati “atti violenti” compiuti dai dimostranti che stanno manifestando dallo scorso 23 gennaio.

#TRUCKERSCONVOY2022 IN OTTAWA, CANADA LAST NIGHT, DESPITE SNOWFALL AND COLD TEMPERATURES: FAMILIES DANCING TO THE CONGA, HOT CHOCOLATE, AND JUST WARM CANADIAN HOSPITALITY

— KULVINDER KAUR MD (@DOCKAURG) FEBRUARY 4, 2022

La piattaforma di crowdfunding GoFundMe ha quindi bloccato la raccolta fondi che stava cercando donazioni per aiutare i camionisti con il costo di carburante, cibo e alloggio. La campagna aveva ricevuto più di 10 milioni di dollari canadesi (oltre 6 milioni di euro) che ora dovranno essere rimborsati e non donati ad altre associazioni benefiche certificate da GoFundMe, come invece avrebbe voluto procedere la piattaforma. La campagna era diventata la seconda più grande in Canada, dopo quella creata a seguito dell’incidente con l’autobus di Humboldt Broncos nel 2018.

Ieri, il consiglio dei servizi di polizia di Ottawa ha tenuto una riunione d’emergenza, ma non è riuscito ad escogitare un piano d’azione chiaro. Le autorità hanno bollato la protesta come un’occupazione dirompente ben organizzata, definendola “sempre più instabile e pericolosa”. Per questo motivo, il capo della polizia ha affermato che verranno utilizzate tutte le risorse di Ottawa per far terminare la protesta ed ha persino avvertito i suoi colleghi che chiunque fosse stato visto dare “cibo, acqua, carburante, logistica o finanziamenti” ad un manifestante, sarebbe stato perseguito nella misura massima consentita dalla legge.

CLIPS COMING OUT OF QUEBEC CITY ON SOCIAL MEDIA THIS AFTERNOON. LARGE CROWD ASSEMBLED IN FRONT OF THE NATIONAL ASSEMBLY TO OPPOSE COVID-19 MANDATES. HIGH SPIRITS AND CHANTING.

I HAVE NEVER SEEN ANYTHING LIKE THIS. THIS IS HAPPENING ACROSS CANADA. PIC.TWITTER.COM/X3MVLY8MTS

— COSMIN DZSURDZSA (@COSMINDZS) FEBRUARY 5, 2022

Nel frattempo il movimento anti-mandato si è diffuso ben oltre la capitale della nazione. Un’importante protesta, in solidarietà con il Freedom Convoy, si è tenuta anche a Toronto e nella provincia del Quebec.

[di Iris Paganessi]

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