L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 febbraio 2022

L'esercito debellato dai farmaci sperimentali

Usa: esercito in infermeria e i generali mentono sui dati dei vaccini



L’esercito americano potrebbe mai davvero fare qualcosa contro quello russo? Parrebbe proprio di no perché su un milione e 300 mila effettivi ci sono circa 21 milioni di incidenti, malattie e visite mediche e in queste condizioni potrebbe al massimo offrire una qualche resistenza negli ambulatori. E’ evidente che c’è qualcosa che non va e in effetti secondo le cifre ufficiali rilasciate dal Pentagono nel 2021, anno del vaccino, ci sono state 21 milioni e passa di visite mediche con un aumento peraltro completamente inspiegato di quasi il mille per cento rispetto agli anni precedenti come mostra la tabella qui sotto.


Siccome ci sono molte cause in corso curate in gran parte curate dall’avvocato Thomas Renz e questi numeri sono stati presentati durante l’audizione di cinque ore del senatore Ron Johnson, l’esercito americano non ha trovato di meglio che giustificare questi affermando che i cinque anni precedenti erano stati afflitti da un gigantesco errore e che in realtà il numero effettivo di visite mediche e cure ambulatoriali nell’esercito è almeno DIECI VOLTE superiore a quanto riportato dal 2016.. Ecco dunque la nuova tabella:


Perciò si scopre che l’esercito americano che costa la bellezza di 680 miliardi l’anno non è in grado di compilare correttamente un elenco di visite mediche, ma soprattutto che rassomiglia più a ospizio per lungo degenti che a un apparato militare. Pur di salvare l’onore dei vaccini e Big Pharma si sono alterati i dati del passato semplicemente moltiplicandoli per 10 senza alcuna trasparenza, alcun comunicato stampa, alcuna dichiarazione e per giunta in maniera “così sciatta che rende semplicemente impossibile credere a una narrativa già incredibile”, come ha dichiarato l’avvocato Renz. Tuttavia è ormai certo che il sistema di sorveglianza sanitaria militare – DMED – ha mostrato un massiccio aumento delle diagnosi di malattie e lesioni nel 2021 rispetto agli anni precedenti, in particolare nelle categorie di salute neurologica, cardiovascolare, oncologica e riproduttiva. I militari, in una dichiarazione molto concisa e criptica a PolitiFact la scorsa settimana lo hanno di fatto confermato. C’è da credere che coloro che hanno visto una presenza dei servizi e dell’apparato industrial militare tra i protagonisti della cupola pandemica non sono andati fuori bersaglio. Ma insomma adesso sappiamo che l’esercito Usa è vittima sia del vaccino che della narrazione secondo la quale esso sarebbe innocuo.

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