L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 15 febbraio 2022

Mario Draghi rosicone

POLITICA
Mario Draghi il migliore di tutti? Sì, a prendere in giro gli italiani con la complicità dei “giornaloni”
Il nominato per eccellenza disprezza il piatto dove ha mangiato per decenni
di Pietro De Sarlo - 14 Febbraio 2022 - 13:43


Cari amici sostenitori di Mario Draghi ve lo dico con affetto, ma, come diceva Totò, ‘ogni limite ha una pazienza’.

Ipse dixit: “Ho visto che tanti politici mi candidano a tanti posti in giro per il mondo mostrando una sollecitudine straordinaria ma vorrei rassicurarli che se decidessi per caso di lavorare dopo quest’esperienza un lavoro lo trovo da solo… eh”. Ora se usciamo dal testo e guardiamo il video a ogni essere umano appare chiaro che si tratta vistosamente di una megagalattica rosicata. Insomma, come dicono a Roma, ‘glie rode’. Facile immaginare perché: si trova a dover gestire un organismo collegiale complesso e con tante voci e tanti interessi in gioco, spesso difficilmente conciliabili, e non monocratico, come da suo track record, invece di fare il monarca assoluto al Quirinale. E poi il rischio di fare figuracce aumenta ogni giorno.

Invece come commenta il coretto? Quando va bene ‘Draghi è come Cincinnato dovremmo nominarlo dictator’. Quando va male invece se la prendono con i soliti caxxoni di politici, bacchettati dal premier, che non lo meritano facendo scocciare il Migliore che promette, o minaccia, di lasciarci col sedere per terra.

Tanto per chiarire è lo stesso coretto che con Conte ci ha bombardato gli zebedei con il MES, che avrebbe dovuto rendere la sanità italiana un mondo di frutta candita. Che fine ha fatto il MES? Ora c’è Draghi e non serve. E la sanità italiana è stata resa un mondo di frutta candita? No, ma non rileva. Ma cari ‘giornaloni’ non provate un pizzico di vergogna?

E però qualche ripasso di storia, che pare materia ostica per i migliori, è dovuto. Cincinnato era un politico, eletto diverse volte e quindi parte di quel gruppone disprezzato da Draghi e dal coretto. Un leader e non un ‘nominato’ come Draghi. Poi faceva il povero contadino in un campo e non il banchiere. Il dictator aveva funzioni prevalentemente militari e la carica durava solo sei mesi. Per la cronaca Cincinnato la guerra la vinse in un paio di settimane, poi tornò al campo. Draghi ci sollazza da un anno. Rilevo che chi fa questi paragoni impropri è incline a lanciare l’allarme del fascismo ad ogni competizione elettorale, nel mentre nessuno pare rendersi conto della attuale stato della democrazia.

E chiariamo anche qualche vicenda sul curriculum del nostro eroe. A partire dall’incauto acquisto di derivati, che pesano ancora oggi ogni anno sulle casse dello Stato per decine di miliardi, presi da Mario Draghi quando era direttore generale del tesoro tra il 1991 e il 2001. Quale è l’ultimo lavoro che si è cercato da solo? Nel 2002 quello di vice chairman della Goldman Sachs, incarico che stava per costargli la nomina a governatore della BCE perché le ‘porte girevoli’ tra pubblico e privato e dal ministero del tesoro a membro di banche di affari e istituzioni finanziarie private non è visto molto bene oltralpe. Per il resto nel 1982 fu consigliere del Ministro Goria, poi nella Banca Mondiale in rappresentanza del Bel Paese, del suo incarico al tesoro ne abbiamo già parlato. Sponsorizzato da Cossiga, che poi se ne pentì , Berlusconi lo designò come governatore di Banca d’Italia. Cossiga era diventato un po’ sui generis, ma le cose le sapeva. Poi andò in pellegrinaggio dalle cancellerie europee per chiedere il placet per diventare governatore della BCE. Infine presidente del Consiglio, indicato da Mattarella ma votato dai politici e dal parlamento. Ossia da quelli che non si trovano in parlamento per diritto divino o di casta, ma perché sono andati tra la gente a chiedere il voto. A chi gli ha chiesto se avrebbe fatto il leader del centro Draghi ha risposto: “Chiedere il voto: che schifo! Lo escludo” (“Chiedere il voto: che schifo” lo ha solo pensato, credo, ma il disgusto glielo si leggeva bene in faccia).

Insomma è uno che alla politica, e ai politici che disprezza, deve molto se non tutto. È un nominato anzi il nominato per eccellenza. È uno quindi che sputa nel piatto dove ha mangiato per decenni, solo perché nell’ultimo giro, raccontato anche dai ‘giornaloni’, i politici non hanno accolto la sua richiesta di un umile lavoro come Presidente della Repubblica. Ecco quindi che i politici, Salvini in testa, e tutto il giro che veniva tempestato di telefonate da Draghi per farsi eleggere al Colle, come aveva fatto per i precedenti incarichi, ora meritano la sua stizza. Che classe!

Ma almeno è bravo? La domanda è oziosa, occorre chiedersi invece quali interessi difenda. Non certo quelli della sinistra tradizionale ormai privi di rappresentanza. Parlo dei giovani, la cui vita è stata trasformata in una continua lotteria da un posto precario ad un altro. Di chi a ragione, visti i Conti Pubblici Territoriali e il PNRR, ritiene che ci siano delle discriminazioni territoriali non più accettabili. Dei lavoratori costretti a fare lavori usuranti anche in tarda età. Di una società ormai in declino demografico che questa casta, nella egoistica difesa dei propri interessi, ha privato di progettualità e futuro. Per non parlare di quanti, legittimamente, pensano che i monopoli naturali debbano rimanere in mano allo Stato e che l’ambiente sia un bene comune e non disponibile per lo scempio di pochi. Chi li difende questi interessi? La sinistra innamorata di Draghi? Enrico Letta? Ma per piacere!

Continuo con un breve memo per i tanti reduci da Collegno. La svendita del patrimonio pubblico, le autostrade per esempio. Antonveneta, la gestione della crisi dei sub prime che ha fatto pagare a tutti i cittadini europei il salvataggio delle banche tedesche e francesi. L’umiliazione della Grecia. Ha appena dirottato 1,5 miliardi dalla Agenzia Spaziale Italiana a quella europea. Ha proposto di trasferire il debito pubblico italiano dalla BCE al famigerato MES. Le ricette imposte da Draghi all’Italia con la letterina inviata il 5 agosto 2011 al governo Berlusconi, e attuate pedissequamente dai governi Monti e Renzi, ci sono costate secondo quanto contenuto nell’allegato al DEF 2017, governo Gentiloni, 300 miliardi dal 2012 al 2015 . Di là dalla propaganda dei ‘giornaloni’, e delle accuse di Draghi al M5S, tutti quelli che hanno avuto a che fare con i vari bonus edilizi sanno benissimo che ogni giorno il governo dei migliori ha emanato un editto che cambiava le carte in tavola e spesso con effetti retroattivi. Dei veri pasticcioni. Conte lo avrebbero fucilato.

Cari amici sostenitori di Draghi, io so perché vi piace. Perché ve lo dice Mentana, Giannini, il Corriere, Damilano, La7 e Propaganda Live insomma i media che sono di proprietà di Confindustria e associati e di tutti quelli che Draghi nel corso della sua esistenza ha privilegiato difendendone gli interessi. E poi la Rai, stralottizzata dal Migliore. Se non la pensate come loro siete dei populisti o sovranisti, comunque degli sfigati. Far parte invece del mainstream vi fa sentire nel giusto e in piena confort zone, integrati del sistema e intelligenti. Ma vi chiedo una cosa. Quando Sergio Mattarella nel suo discorso di insediamento ha detto: “Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico” a chi e a cosa si riferiva? Draghi è lì per difenderci o perché fa parte di questi poteri?

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