L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 4 febbraio 2022

Mattarella Mattarella senza dignità sotto di lui sono iniziate le liste di prescrizione. Altro esempio, decreto legge (urgenza e necessità) alcune parti andate in rigore anche dopo quaranta giorni, necessità ed urgenza calpestati senza remore o forse nel suo linguaggio hanno altro significato?

Mattarella nel suo discorso parla di dignità e diritti
-4 Febbraio 2022


E’ stato il discorso della dignità e dei diritti. Discorso programmatico straordinario, sullo stile americano, del presidente che indica la strada da seguire.

Dignità e diritti al centro

Dignità e diritti: concetti astratti che attendono di essere concretizzati in un programma di Governo. Questo è in sintesi il percorso che Mattarella ha voluto intraprendere con il discorso di ieri. Gli incidenti sul lavoro, la violenza sulle donne, la necessità di non mettere in contrasto il lavoro con la maternità sono un insieme di valori che devono essere realizzati. Solo così l’Italia potrà diventare un Paese moderno.

“La stabilità è fatta di dinamismo”

E’ questo il messaggio forte che Mattarella ha dato al Governo. La sua elezione non può conservare tutto così com’è, ma bisogna in sostanza creare le condizioni per cambiare, pur nella staticità. In questo passaggio si evince la forte cultura cattolico-democratica che Mattarella interpreta. Non ci si può nascondere dietro un dito. La democrazia italiana ha dei gravi problemi, mancano i partiti e mancando la democrazia vige la “legge” del più forte. E’ forte l’influenza dell’impostazione di Aldo Moro e il ricorso agli alti valori, come quelli della dignità e dei diritti. Il discorso di Mattarella ricorda il tenore dei discorsi presidenziali all’americana.

Il tema della Giustizia

Un Paese può mai considerarsi civile se il Parlamento non ha il tempo di esaminare i provvedimenti o quando ha tempo non decide? Si ha paura di infrangere l’equilibrio “politico” tra le varie fazioni della magistratura? Il passaggio sulla magistratura è stato maggiormente applaudito dalla fazione di destra e denota una specifica identità culturale di Mattarella. Si percepisce un’urgenza non più rinviabile sulla Giustizia. Per Mattarella: “È indispensabile che le riforme annunciate giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio superiore della magistratura – ha detto ancora il Presidente della Repubblica – possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono restare estranee all’Ordine giudiziario”. Mattarella invita le forze politiche a non fare campagna elettorale, poiché è necessario dar vita alle riforme.

Per Mattarella l’Italia è un Paese indegno

L’ha detto ben 13 volte durante il suo discorso. E il Parlamento si è alzato tredici volte per applaudirlo. Mattarella non ha “bacchettato” i politici come ha fatto Napolitano durante il discorso della riconferma. Le parole da lui utilizzate, però, nonostante la diplomazia e la “delicatezza”, sono state molto dure. Anche nel discorso di oggi, Mattarella ha parlato delle diseguaglianze, di dignità e diritti. Anche in questo caso i politici hanno fatto scoppiare fragorosi applausi. Basta solo questo per raccontare l’ipocrisia di una politica senza dignità, che non risolve i problemi della gente. La politica che continua a nascondersi dietro ad uno dei pochi personaggi che ha ancora un brandello di credibilità.
Cos’è dignità per Mattarella

Innanzitutto azzerare le morti sul lavoro: 1221 morti nell’anno appena passato.

Dignità è opporsi al razzismo e all’antisemitismo: nel 2022 in Italia questo ancora è un problema.

Dignità è impedire la violenza sulle donne: 116 femminicidi in 365 giorni

Dignità è diritto allo studio: 13 giovani su 100 in età scolare non vanno a scuola e l’analfabetismo funzionale è galoppante.

Dignità è rispetto per gli anziani: l’Italia che li abbandona è un Paese indegno.

Dignità è il non dover essere costrette a scegliere tra maternità e lavoro: l’Italia ha il tasso più basso di occupazione femminile.

Dignità è contrastare la povertà: in Italia aumenta costantemente e la disoccupazione giovanile è al 28%.

Dignità è un Paese in cui le carceri non siano sovraffollate: l’Italia ha 120 detenuti ogni 100 posti di prigione, dato peggiore a livello europeo.

Dignità è un Paese non distratto di fronte ai problemi quotidiani che le persone con disabilità devono affrontare: in Italia tre milioni di persone vive reclusa a causa delle barriere architettoniche.

Dignità è un Paese libero dalle mafie: direi di andare oltre…

Dignità è garantire e assicurare il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente: l’Italia è quarantunesima al mondo nel rapporto di Reporter Senza Frontiere sulla libertà di stampa e i giornalisti sono minacciati quotidianamente da mafia e fascisti. Si, perchè esistono ancora i fascisti in Italia…

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