L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 febbraio 2022

Nasconderanno l'inflazione, non si possono permettere aumento dei tassi d'interessi, c'è il rischio che l'intero castello crolli e il Casinò di Wall Street non possa più continuare a giocare

CONSUMI: COSMESI CON IL TRUCCO!

Scritto il 17 Febbraio 2022 alle 07:52 da icebergfinanza


Ieri, giusto per non annoiare il mercato, sono uscite le minute della Fed.

Si tratta della trascrizione di quattro chiacchiere al bar degli amici della banca centrale americana, si, chiacchiere che, come la storia bene insegna, lasciano il tempo che trovano, perchè i banchieri centrali non ne indovinano mai una!

Ma prima partiamo dal mirabolante dato sui consumi, un’altra magia dei nostri giorni.


E certo un dato ben oltre le aspettative, come vedremo influenzato da pesanti revisioni al ribasso nei mesi precedenti e aggiustamenti stagionali, ritocchi farlocchi!

La cosa interessante è che, più peggiora il sentimenti dei consumatori e più questi consumano.

Thanks to @CharlieBilello

Non è affascinante il mondo dei dati, verrebbe da dire, sono nella melma, non ho alcuna fiducia nel futuro ma spendo e spando lo stesso, tanto basta fare debito.

Le vendite al dettaglio per il mese di gennaio sono aumentate del 3,8%…UAUUUU!

Il mese precedente, ovvero dicembre e anche novembre ha visto una revisione al ribasso del 2.5% da un iniziale – 1,9%.

Questo dato è stato influenzato da fattori stagionali, senza adeguamento, tutto sarebbe crollato…

thanks to ZeroHedge.

Ci aspettiamo numerose revisioni al ribasso nei prossimi mesi anche per questi dati. contrari, in particolare i tassi di interesse.

Il maggiore contributo lo hanno dato le vendite di auto, mobili e il ritorno agli acquisti online, dopo il crollo di dicembre.


Veniamo ora alle minute, dove la parola magica è incertezza associata alla velocità delle dinamiche in corso.

Alla luce delle elevate pressioni inflazionistiche e del forte mercato del lavoro, i partecipanti hanno continuato a ritenere che gli acquisti netti di attività del Comitato dovrebbero concludersi a breve.

La maggior parte dei partecipanti ha preferito continuare a ridurre gli acquisti netti di attività del Comitato secondo il programma annunciato a dicembre, portandoli a termine all'inizio di marzo.

Un paio di partecipanti hanno dichiarato di essere favorevoli a porre fine agli acquisti netti di attività del Comitato prima per inviare un segnale ancora più forte dell’impegno del Comitato a ridurre l’inflazione.

… la maggior parte dei partecipanti ha suggerito che sarebbe probabilmente giustificato un ritmo di aumento più rapido dell’intervallo target per il tasso sui fondi federali rispetto al periodo successivo al 2015, qualora l’economia evolvesse in linea generale con le aspettative del Comitato.

Nella sostanza aumentiamo in fretta i tassi ma facciamo il tutto con calma, tutto dipende da…

Ciononostante, i partecipanti hanno sottolineato che il percorso appropriato della politica dipenderà dagli sviluppi economici e finanziari e dalle loro implicazioni per le prospettive e dai rischi intorno alle prospettive e aggiorneranno le loro valutazioni sull'impostazione appropriata per la posizione politica in ogni riunione.

La maggior parte dei partecipanti ha osservato che, se l’inflazione non scende come previsto, sarebbe appropriato che il Comitato rimuovesse l’accomodamento delle politiche a un ritmo più rapido di quanto attualmente prevedano.

Tranquilli la faranno scendere, hanno già iniziato a lavorare sul petrolio, ieri in un attimo da 95 dollari a 90.

Inoltre il Consiglio ha votato all'unanimità per mantenere il tasso di interesse
pagato sui saldi di riserva allo 0,15 percento, in vigore dal 27 gennaio 2022”.


Un paio di questi banchieri hanno ritenuto che condizioni finanziarie accomodanti prolungate potrebbero contribuire agli squilibri finanziari. E qui ci sarebbe da ridere per mesi…

“Lo staff ha ritenuto che le pressioni sulla valutazione degli asset siano rimaste elevate. In particolare, il rapporto prezzo/utili a termine per l’indice S& ;P 500 si è attestato al limite superiore della sua distribuzione storica”

Al limite superiore?


Una banda di burloni i banchieri centrali, hanno lanciato una bomba da trilioni di dollari sul mercato, hanno negato i rischi parlando di innocui petardi e ora ci raccontano che sono preoccupati.

Le probabilità di un aumento di 50 punti base da marzo sono scese da circa il 70% all’inizio della giornata di ieri a poco meno del 50% alla chiusura, nella sostanza le minute hanno attenuato le aspettative di un doppio rialzo dei tassi che non avverrà!

Come scrive Roberto Perli, il mercato sta prezzando ben sette aumenti per quest’anno e 2 per il prossimo anno…

… peccato che in passato non ne abbiamo mai indovinata UNA!

Nel frattempo ieri il petrolio è crollato dopo che il negoziatore nucleare iraniano ha affermato “Siamo più vicini che mai a un accordo”

Nel frattempo…

Sul terreno la situazione rimane tesa. Finora la Nato non ha notato nessun segno chiaro di de-escalation sul terreno in Ucraina, anzi le truppe russe «sono aumentate non diminuite». Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg oggi a Bruxelles. «Stiamo monitorando molto da vicino cosa accade», ha aggiunto. (Sole24Ore)

Splendido l’ultimo movimento dell’oro che per il momento attenua le delusioni sui rendimenti, ma di questo parleremo insieme la prossima settimana nel manoscritto intitolato,” L’arte della guerra ”

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