L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 17 febbraio 2022

Pare che la Paura&Terrore comincia a non sortire più l'effetto, il dissenso si manifesta e si organizza

Aumentano i disertori della terza dose



Probabilmente i governi occidentali per la massima parte formati da quelli che una volta sarebbero stati definiti utili idioti, ma che oggi vengono celebrati come osservanti della scienza, fanno difficoltà a capire che non solo gli obblighi vaccinali non servono proprio a nulla sul piano sanitario, ma in compenso aumentano le resistenze soprattutto alle dosi aggiuntive che “svegliano” molti illusi dal sogno dogmatico – sanitario. Così accade che in alcuni luoghi l’introduzione all’obbligo della vaccinazione abbia ottenuto l’effetto di ridurre il numero delle persone vaccinate, nel senso che la terza dose, per non parlare di quelle successive vengono sempre più disertate. L’effetto è già stato misurato in Austria dove secondo quanto riporta il maggiore quotidiano del Paese, il Kronen Zeitung, la vaccinazione obbligatoria è entrata in vigore il 5 febbraio e dove nessuno si presenta più nei centri dediti a questo rito barbarico di iniziazione : la desertificazione è stata immediata perché già il 6 febbraio si è fatto il deserto nonostante il governo avesse detto di voler assumere persone per “dare la caccia a chi rifiuta il vaccino”, come del resto ci si aspetta in un Paese ormai nazificato. La totale follia di tutto questo è sottolineata dal fatto che dopo aver imposto un blocco a novembre che si applicava solo ai non vaccinati, l’Austria ha raggiunto un nuovo record di casi di covid.

In compenso però aumentano l’espressione di dissenso, i cortei , le “passeggiate” di protesta, tanto che a Vienna è in programma una mega manifestazione nella quale parlerà dal vivo il professor Sucharit Bhakdi, uno dei virologi più in vista nel mondo prima di essere sacrificato sull’altare della scienza dei profitti vaccinali e salirà sul palco anche Vera Sharav, una sopravvissuta dell’Olocausto a testimoniare di come il clima non sia poi così differente rispetto a un passato che l’Austria conosce bene. La cosa interessante in tutto questo è però che mentre cresce l’accanimento di un ceto politico folle, ormai completamente subalterno agli ordini dell’oligarchia dominante, la Resistenza si fa più organica e più decisa: ormai non chiede più la semplice sospensione degli obblighi vaccinali, ma la loro totale eliminazione in quanto espressione di un disegno politico che nulla a che vedere con la salute. Si stanno insomma formando nuclei politici di opposizione che dal semplice contrasto a provvedimenti assurdi e liberticidi, stanno passando, a quella contro il sistema stesso che sta lucidamente distruggendo la democrazia con un pretesto sanitario.

E proprio il fatto che più cresce il livello di imposizione, più cresce la disubbidienza, come dimostra la caduta delle vaccinazioni in Austria dopo l’entrata in vigore dell’obbligo, segnala che per la parte più evoluta della popolazione comincia a rendersi contro che il problema è politico e che la soluzione non può che essere politica: come ci potrebbe mai fidare in futuro di persone e di formazioni politiche che sono giunte al più totale assurdo in ossequio a “ordini” di scuderia? Certo la parte propositiva è tutta da costruire, ma diciamo che il fondamento essenziale è quello di ritrovare il primato della politica su quello del mercato.

Nessun commento:

Posta un commento