L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 febbraio 2022

Racconti invernali 2021/22 - 2 - Attenti ai risparmi, attenti ai risparmi, attenti ai risparmi. Vogliono i nostri soldi, ce lo stanno dicendo in tutti i modi

Fanno a loro gola

Feb 8 2022

Prima dell'inizio di tutto questo macello, prima dell'annuncio del Grande Reset di Davos a gennaio 2020, già era nell'aria che qualcosa di malefico stesse per avvenire. Si poteva percepire l'odore di un mondo mefitico e in putrefazione. Mi ricordo che mentre ero in banca a dare consulenza ad una coppia di anziani risparmiatori, questi, parlando del più e del meno, mi dissero di non avere particolari esigenze, perché già avevano tutto. Non avevano nessun desiderio di spendere i propri soldi, perché non avevano niente di più da comprare avendo già tutto. Era i periodo in cui dilagavano le offerte, i gadget, le campagne di raccolta punti, per incentivare le famiglie e i consumatori a consumare di più, a comprare, ad avere, sempre più roba inutile. Anche un mio collega mi faceva notare l'ultima offerta del supermercato con in omaggio l'asciugacapelli: "ne ho già tre di asciugacapelli, a cosa mi serve un'altro"? Mi disse! Ricordo anche la mia prima visita all'IKEA: rimasi sconvolto nel vedere enormi montagne di bicchieri impilati fino al soffitto, miriadi di oggetti di ogni sorta proposti ad un pubblico di persone che può anche non averne veramente bisogno, ma siccome costano poco, li compra lo stesso, perché è conveniente. Consumi compulsivi indotti dal marketing. I consumi sfrenati inarrestabili servono ad un modello economico basato sul debito in cui i soldi esistono soltanto dopo che una banca li crea indebitando qualcuno. La banca crea il debito ma non l'interesse. Questo fa sì che i soldi debbano essere creati in modo perpetuo, e non solo non si può mai neanche pensare di diminuire il debito, figuriamoci pensare di poter smettere, per anche un solo istante di crearne di nuovo. Il sistema finirebbe in un momento! Questa è la base di tutti i problemi. L'unica vera ragione che ci ha portato al punto di non ritorno. Un modello dove il debito cresce in modo esponenziale ha la necessità che tutto il resto possa essere in grado di andargli dietro seguendo la stessa curva, la stessa velocità dinamica, ma ciò è impossibile perché la crescita del modello economico basato sul debito segue la curva esponenziale e può continuare a perpetuarsi solo finché si trovano sempre nuovi soggetti da indebitare. Ecco il perché di tutta questa spinta sui consumi: continuare senza sosta a produrre caterve di roba di qualità infima, per poi distruggerla e sostituirla comprandone di nuova con nuovo debito finché non rimaniamo tutti sotto le le macerie di un sistema che non può durare per sempre per ragioni naturali e che, alla fine, collasserà di brutto. Più tempo passa, maggiore sarà la magnitudine dello scoppio della madre di tutte le bolle,

LA BOLLA DEL DEBITO GLOBALE.


”Noi abbiamo già tutto” fu per me una lezione. Dopo quelle parole ero sicuro che il mondo economico era arrivato al capolinea. Il capolinea di un sistema economico basato sul debito che si scontra contro i sui limiti naturali e raggiunge la saturazione. LA FINE DEL DEBITO e l'inizio obbligatorio di un nuovo paradigma. Questo genere di cose non sono mai indolori.

Il World Economic Forum, a gennaio 2020 annuncia il Grande Reset. Reset vuol dire azzeramento. Non ci sono giri di parole. Se il World Economic Forum, detta l'agenda economica globale, tutti gli altri organismi sovranazionali vanno a braccetto in un unico e monolitico gruppo di potere che cerca di rimandare l'inevitabile applicando cure che non fanno altro che peggiorare la situazione e le conseguenze si manifestano in tutta la forza distruttiva, con il chiaro segnale di un'imminente deflagrazione globale.
Infatti, cercare di risolvere un problema di debito aggiungendo nuovo debito, porta ad all'inflazione, poi all'iperinflazione e alla fine del valore del denaro. Per rendersi conto di cosa voglia dire inflazione, basta paragonare questa casa di legno del 1800


con i vili manufatti di legno disponibili oggi nelle catene di mobilia dozzinale, dove il legno è disponibile sotto forma di trucioli compressi e rivestiti di plastica. L'inflazione è sempre un fenomeno monetario. Spesso, viene mascherata riducendo la qualità del prodotto. Come la cioccolata che viene diluita con olio solidificato e chimica varia per non pagare il prezzo pieno del cacao puro. Per ovviare all'inconveniente, tipo quello della famiglia di anziani che non hanno più bisogno di comprare nulla, l'agenda globalista ha pensato bene di trasferire consumatori da paesi sottosviluppati a quelli sviluppati. Abbiamo visto che, laddove si sono formate tasche di prosperità nel mondo produttivo, si sono organizzate contestualmente e centralmente le campagne di flussi migratori allo scopo di beneficiare  di queste situazioni di vantaggio e fungere da vasi comunicanti con il trasferimento di ricchezza, sottraendola laddove se ne trova più di quanta necessaria al sistema e consentire ad un ulteriore e massiccio gruppo di individui disperati di agganciarsi alla perpetua catena del sistema debito-consumi. Veniamo adesso all'Italia. Dopo questa lunga introduzione, vediamo che l'Italia è il paese ideale dove attuare la policy di trasferimento di ricchezza. Basta pensare a:

1) Quanta ricchezza è già stata trasferita dal nostro paese a quelli limitrofi, consentendo alle bande criminali di rubare nelle nostre case. Si tratta di tonnellate di oro e gioielli nonché automobili e mezzi agricoli.

2) Quanto è stato concesso a concorrenti di altra nazionalità di distruggere interi nostri settori produttivi, come pelletteria, tessile, edilizia, restauro, ma anche ristorazione e negozi di vario genere.

Tutti soldi che sono estratti dagli italiani e che lasciano il nostro paese andando ad arricchirne altri. Il prosperoso paese Italia, grazie al fatto che lavoriamo comunque come bestie e che non ci fermiamo nonostante tutto, ci consente ancora di avere un congruo accumulo di risparmio privato ed è proprio quello il target dell'attacco finale che stanno sferrando nei nostri confronti. Hanno provato con i lockdown, con le tasse stritolatrici, con gli aumenti verticali del costo delle utenze, ma ancora gli italiani non sembrano mollare il malloppo. Nonostante gli attacchi ripetuti e vigliacchi, gli italiani resistono. Ho iniziato a scrivere queste newsletter con lo scopo di avvertire per tempo di quello che stava avvenendo ovvero un sovvertimento di tipo economico epocale. Adesso non c'è più rimasto molto tempo perché' siamo arrivati alle battute finali. È arrivato il momento!

TOGLIETE I SOLDI DALLE BANCHE !

Uno Stato fallito va a caccia di soldi come una bestia famelica. I soldi adesso si trovano sui conti correnti degli italiani. La bestia non si fermerà finché non avrà predato il malloppo. È molto pericoloso lasciare i soldi sui conti correnti, così facili da raggiungere da parte di un presidente Banchiere e del suo compare di fiducia, fresco di nomina alla Corte Costituzionale, con esperienza maturata e di successo nel campo dei prelievi forzosi.

Vogliono i nostri soldi. Ce lo stanno dicendo in tutti i modi:





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