L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 febbraio 2022

Ritirata strategica sulla narrazione dell'influenza covid

Retroscena omicron, la verità si fa strada



Mi chiedo quale logica esista nel flusso delle notizie e perché alcune vengano prima trascurate e poi irrompano nella come un’improvvisa folata nelle cronache. Circa due settimane fa avevo pubblicato in un post la notizia che la dottoressa sudafricana Angelique Coetzee, scopritrice della variante omicron, aveva criticato apertamente il tentativo di creare panico attuato dai governi occidentali. Durante un’intervista all’unica Tv indipendente che esiste in Germania, Servus Tv, aveva rivelato che sia gli ambienti politici che quelli scientifici (sempre che si possano ancora chiamare tali) le hanno fatto pressioni per mantenere l’allarmismo in Europa. A me pareva una notizia piuttosto clamorosa, ma non ne ha parlato praticamente nessuno. Oggi invece la rete è piena delle dichiarazione della dottoressa Coetzee la quale torna a dichiarare di avere avuto pressioni dai governi europei affinché non dichiarasse apertamente che la variante omicron provocava una malattia lieve, anzi sollecitandola a dire che si trattava di qualcosa di grave. L’unica differenza è che Servus Tv non fa parte del mainstream, mentre le dichiarazioni uscite ieri sono state fatte al Die Welt quotidiano filogovernativo.

Ora in effetti la vera notizia è questa: che nel giro di 15 giorni le esplosive dichiarazioni della Coetzee sono uscite dal circolo dei dannati e sono invece approdate a un quotidiano perfettamente integrato nel sistema, in un rispettabile organo di stampa che fino a poco tempo fa lodava la vaccinazione obbligatoria in Germania e giurava su tutti gli altri dogmi paralleli della falsa scienza pandemica. Questo è davvero un segnale concreto che la narrativa sta cambiando, ma attenzione con un ritmo e una modalità tali da salvare tutti i protagonisti della mistificazione, non solo chi tira i fili dall’alto, ma anche quelli che stanno ai remi e mandano avanti questa nave dei folli. Al massimo ci sarà qualche battibecco ai piani inferiori, tra medici infedeli al loro giuramento, media venduti e politici subalterni per trovare qualche capo espiatorio. Ma insomma niente di tanto grave da correre il pericolo di sbaraccare tutto l’impianto narrativo e anche quello di controllo costruito grazie alla paura: come è avvento dopo l’ 11 settembre con la normalizzazione dell’emergenza terrorismo, anche in questo caso il covid potrà anche diventare una sorta di influenza con la quale convivere a suon di vaccini annuali, ma sarà comunque mantenuta la logica dell’emergenza e l’abitudine al ricorso a strumenti di eccezione ogni volta che il potere lo vorrà e per qualsiasi motivo, magari radicalmente inventato, ma proiettato sulla parete della caverna dal sistema mediatico. Tutto questo accompagnato ovviamente da uno sdoganamento della censura che ha ormai assunto un carattere di legittimità.

Probabilmente la ritirata dalle forme “avanzate” di dittatura sanitaria avviene nel momento in cui una parte della popolazione comincia a non poterne più, ma la maggioranza pur essendo stanca di ricatti e di misure, pur sempre meno disponibile ai vaccini non ha ancora collegato i puntini e continua a credere nella peste dalla quale Big Pharma ci ha salvato, senza vedere la radicale mistificazione attuata e senza essere in grado di comprendere o di voler comprendere la sequenza di eventi cominciati nel gennaio del 2020. Soprattutto, anche criticando i modi di azione del governo e l’assurdità delle misure, non ha ancora afferrato la natura essenzialmente politica della pandemia. Insomma la mafia del covid è ancora in tempo per confondere le tracce, per nascondere e manipolare i dati come è stato sorpreso a fare l’esercito americano. Cosi da una parte verranno salvati dall’ignominia i prodi soldatini di piombo che hanno fatto parte delle truppe pandemiche sui giornali, in rete, nelle tv e dall’altra si cercherà di impedire che la reazione della gente si trasformi in un vero e proprio antagonismo di sistema che è la cosa che più teme il potere grigio che serpeggia nei vari livelli decisionali.

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