L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 febbraio 2022

Toh si sono inventati tutto, ma sono riusciti a raggiungere il loro scopo si sono mangiati anni e anni di prospettive per i popoli brasiliani

Brasile: Lula innocente, annullati tutti gli atti del Caso Triplex
01.02.22 - Lorenzo Poli


Il Tribunale Supremo brasiliano ha annullato tutti gli atti dell’inchiesta del giudice Moro contro Lula relativa all’appartamento del Caso Triplex.

Il Tribunale federale ha riconosciuto la faziosità dell’ex giudice Sergio Moro nelle sue accuse contro Lula. Di conseguenza ha dichiarato nulli tutti gli atti, riconoscendo la natura illegale e infondata delle azioni di Moro nei confronti dell’ex presidente del Brasile.

Il giudice, vicino all’estrema destra di Bolsonaro e agli USA, aveva guidato la lawfare (guerra giudiziaria) che aveva condotto all’arresto di Lula impedendogli la candidatura alle elezioni 2018 che, secondo i sondaggi, avrebbe vinto.

La persecuzione giudiziaria contro Lula fu sostenuta dai grandi media oligarchici che avevano già favorito il golpe parlamentare di Temer contro la presidente Dilma Rousself.

Lunedì 31 gennaio 2022, Lula ha denunciato pubblicamente che i media che lo hanno infangato sulla base di accuse fin dall’inizio senza prove non hanno dato la notizia della sua vittoria giudiziaria.

Nessun commento:

Posta un commento