L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 16 febbraio 2022

Troppi indizi, ci vogliono togliere la casa di abitazione. Estimi catastali, deprezzamento delle case sul valore energetici, avviso alle banche per il deprezzamento del settore immobiliare

Ecco la nuova mazzata della Bce contro le banche


Il consiglio di vigilanza della Bce ha detto che le banche italiane, francesi e tedesche sono molto esposte al settore immobiliare: è un rischio. Ecco perché

Il consiglio di vigilanza della Banca centrale europea (Bce), guidato da Andrea Enria, ha fatto sapere che le banche italiane, assieme a quelle tedesche e francesi, hanno un’esposizione al settore immobiliare commerciale “particolarmente alta in valori assoluti”. E aggiunto che tale esposizione, sia nel segmento immobiliare residenziale che in quello commerciale, è considerata una vulnerabilità chiave nella valutazione di rischio delle banche per il biennio 2022-2024.

QUANTO SONO ESPOSTE LE BANCHE ALL’IMMOBILIARE COMMERCIALE: CONFRONTO TRA ITALIA, FRANCIA E GERMANIA

In una tabella pubblicata nell’ultima newsletter del consiglio di vigilanza della Bce si vede come – nel quarto trimestre del 2020 – in Italia l’esposizione bancaria all’immobiliare commerciale sia pari a 189 miliardi di euro. In Francia vale 261 miliardi, mentre in Germania ancora di più: 278 miliardi.

La Bce definisce coerenti le esposizioni delle banche verso il settore dell’immobiliare commerciale, rappresentando circa l’8% del totale dei prestiti delle banche vigilate e oltre il 20% del totale dei loro prestiti alle imprese.

L’IMPATTO DELLA PANDEMIA SUGLI IMMOBILI

Il settore degli immobili commerciali è considerato vulnerabile all’impatto della pandemia, mentre i rischi a medio termine di correzioni dei prezzi permanenti a crescere nel settore degli immobili residenziali, con segnali di potenziale sopravvalutazione dei prezzi delle abitazioni e livelli elevati di indebitamento delle famiglie.

La Vigilanza della Bce spiega che la pandemia di coronavirus ha colpito il mercato immobiliare al culmine di un ciclo commerciale. All’inizio della pandemia le valutazioni sui mercati finanziari, come gli investimenti immobiliari, sono diminuite drasticamente.

A detta dell’autorità, l’aumento del lavoro da remoto e dello shopping online – entrambe conseguenze della pandemia – possono dare vita a un cambiamento strutturale nel mercato degli uffici e dei negozi al dettaglio, con ratei d’affitto che potrebbero crollare nel medio termine.

COSA SCRIVE LA BCE SULLA POSIZIONE FINANZIARIA DEI PRESTITI

Tale situazione potrebbe indebolire la posizione finanziaria dei prestiti, e si comportano perditempo su crediti per le banche che hanno una maggiore percentuale di prestiti bullet, prestiti non garantiti o prestiti pro-soluto.

Una correzione al ribasso dei prezzi di mercato potrebbe avere come conseguenza, per le banche maggiori, degli accantonamenti per coprire il rischio credito del settore immobiliare.

LA TRANSIZIONE ECOLOGICA È UN RISCHIO?

La Bce invita inoltre a considerare il rischio legato alla transizione ecologica. A livello dell’Unione europea gli edifici rappresentano circa il 40% del consumo energetico e il 36% delle emissioni di gas serra. Circa il 35% degli edifici, inoltre, ha più di 50 anni. Il settore dell’immobiliare commerciale è dunque fortemente esposto al rischio di transizione legato al clima.

Considerata la situazione di rischio – prosegue l’articolo – è fondamentale che le banche dispongano di solidi quadri di gestione del rischio di credito in modo tale da definire e classificare i mutuatari in difficoltà in una fase iniziale, e per mitigare eventuali vulnerabilità nel mercato immobiliare commerciale.

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