L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 marzo 2022

A me fanno paura, Draghi & Co., perché sembravano avere il mandato di continuare la desertificazione

Dalla globalizzazione all’autarchia semiglobalizzata?
Maurizio Blondet 21 Marzo 2022

Mario A. Iannaccone

Prossimi problemi urgenti con l’amputazione di importazioni strategiche dalla Russia saranno autosufficienza alimentare e autosufficienza energetica.
Un governo vero, con la forza di una legittimazione elettorale, a questo punto cercherebbe di recuperare quel 32% di terre che sono state sottratte alla coltivazione di grano e mais negli ultimi 20 anni perché “ce lo ha chiesto l’Europa” e tenterebbe di spingere sulle produzioni alimentari, in primis allevamenti. Per l’approvvigionamento energetico non so, ma se davvero chiudessero le condutture (per ora i russi continuano a pompare) sarebbero guai serissimi. Li vedo immobili, in attesa di ordini,. a guardare il PNRRR che sembra una pernacchia. A me fanno paura, Draghi & Co., perché sembravano avere il mandato di continuare la desertificazione. Bisogna strappare con la UE quanto possibile o non se ne esce. Diminuire subito la pressione fiscale. Perché non ci aiuterà nessuno: non Biden, non i Xi I Ping, certo non Putin, non i nostri “fratelli europei” sul genere di Macron. Per quanto riguarda l’industria, spero abbiano un piano non B, non C, non D (non basterbbero) ma un piano E.
Siamo SOLI

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