L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 marzo 2022

a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria - ma qui la prepotenza del criminale Trudeau che ha rapinato i conti correnti dei partecipanti a qualsiasi titolo al Convoglio della Libertà ha prodotto una reazione immensa, i correntisti ritirano i soldi dalle banche, il rapporto di fiducia si è rotto, ma le istituzioni TUTTE escono con le ossa ammaccate e non solo in Canada

CANADA: MILIONI DI DOLLARI VIA DALLE BANCHE DOPO CONGELAMENTI DI TRUDEAU
Dopo il congelamento di 210 conti bancari per reprimere il Convoglio della Libertà, bloccando 7,8 milioni di dollari, i canadesi stanno iniziando a portare i propri risparmi fuori dal sistema bancario


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Da Ottawa arrivano notizie che rincuorano chi ancora spera nella resistenza al Nuovo Ordine Mondiale – annunciato ieri da Biden in maniera esplicita – i dirigenti delle banche canadesi hanno rivelato che milioni di dollari sono stati rimossi dalle banche del paese in seguito alle misure trudoviane di repressione del Freedom Convoy, che prevedevano il congelamento dei conti bancari di qualunque cittadino coinvolto nella protesta a libero arbitrio del governo federale. L’Emergencies Act, promulgato dal governo Trudeau in Canada dal 14 al 23 febbraio senza alcuna ratificazione parlamentare per autorizzare la repressione poliziesca delle proteste contro la dittatura sanitaria, fondava la propria ragion d’essere sulla notizia mai verificata che i manifestanti del Convoglio della Libertà fossero finanziati da entità straniere legate al terrorismo internazionale. Quando tutti sappiamo che in effetti non hanno mai ricevuto finanziamento alcuno, perché i quasi 10 milioni di dollari raccolti in pochi giorni dal crowdfunding di Tamara Lich e Chris Barber sono stati bloccati dalla stessa piattaforma GoFundMe, che provò addirittura a non restituire i soldi ai cittadini, dirottandoli verso altre donazioni. Come abbiamo visto, l’Emergencies Act ha dato al governo la possibilità di congelare i conti bancari dei cittadini anche senza l’espresso ordine di una corte, e Trudeau ne ha fatto largo uso: 257 conti sono finiti nella lista nera della polizia, di cui 210 sono stati effettivamente bloccati, secondo il Dipartimento della finanza. Si parla di 7,8 milioni di dollari bloccati a famiglie inermi e pacifiche che avevano la sola colpa di aver partecipato a una manifestazione. Recentemente, un alto ufficiale della Royal Canadian Mounted Police (i federali canadesi) ha affermato pubblicamente che non c’è alcuna prova dei legami tra il finanziamento del Convoglio e attività terroristiche, e il Justice Center for Constitutional Freedoms ha citato in giudizio il governo Trudeau per abuso dell’Emergencies Act.

Martha Durdin, CEO della Canadian Credit Union Association, ha detto alla commissione finanziaria parlamentare di inizio marzo che “Nei primi giorni, c’era un certo grado di panico tra alcuni canadesi rispetto al fatto che i loro conti potessero essere congelati” per questo “molti dei nostri membri hanno espresso questa preoccupazione, e ne è risultato che molti cittadini hanno fatto significativi prelievi dagli istituti di credito […] In alcuni casi nell’ordine delle centinaia di migliaia, e in poche occasioni anche milioni di dollari.” Minimizza invece Il consigliere generale della Canadian Bankers Association Angelina Mason, secondo la quale si tratterebbe soltanto di “aneddoti” riguardanti alcuni prelievi improvvisi, ma non “significativi”.

MDM 23/03/2022


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