L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 14 marzo 2022

“Abbiamo visto un movimento metodico molto lento delle forze russe che entrano in Ucraina…. Si sono mosse lentamente e con cautela e hanno cercato di ridurre le vittime tra la popolazione civile, cercando di dare alle forze ucraine l’opportunità di arrendersi. È finita. E nella fase in cui ci troviamo ora, le forze russe hanno manovrano per accerchiare e circondare le superstiti forze ucraine e distruggerle.”

Zelensky, il vero nemico dell’Ucraina



Difficile capire nella stampa italiana dove corra precisamente il confine tra stupidità e malafede, magari acuita da un’abbondante dose di ignoranza o di perversione intellettuale, basta semplicemente far riferimento a quei pezzi che adesso rivalutano ed “eroizzano” Zelensky, quando invece è proprio lui che ha portato la situazione all’estremo limite. Lasciamo perdere le sue esibizioni musicali a suon di pene, lasciamo perdere il fatto che un popolo disorientato lo abbia votato perché faceva il presidente in una serie televisiva e che la sua ascesa sia dovuto alla sponsorizzazione di un oligarca senza scrupoli come Igor Kolomojskyj, tra l’altro cittadino israeliano, lasciamo persino perdere il fatto che egli sia stato il candidato ideale per l’occidente vista la sua totale incapacità di governo anche nelle rare occasioni in cui non è ubriaco o fatto: la cosa oggettiva è che egli era stato eletto nel 2019 con numeri bulgari con la promessa esplicita di allentare le tensioni con la Russia e risolvere la crisi nelle repubbliche separatiste nell’Ucraina orientale secondo quanto stabilito dagli accordi di Minsk, ma non ha fatto alcun tentativo di mantenere la parola data su nessuna delle due questioni. Invece, ha notevolmente esacerbato la crisi interna dell’Ucraina provocando incessantemente la Russia.

Ora capisco che un politico che non rispetta le promesse possa apparire un beniamino di certa informazione che continuamente tradisce se stessa e che dunque si compiace dell’ infedeltà altrui: ma celebrare il coraggio e la saggezza di questo patetico e deprecabile guitto o celebrarlo per un inesistente coraggio personale , è davvero troppo. Posso capire che un burattino appaia simpatico ai burattini dei giornali , ma la realtà è che il rifiuto di Minsk da parte di Zelensky è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I funzionari russi avevano lavorato per 8 anni a Minsk per elaborare termini che sarebbero stati accettabili da tutte le parti. Poi, all’undicesima ora, ha ha fatto saltare tutto ? Chi gli ha detto a di annullare l’accordo? Il crack di cui fa uso giornaliero o Washington, cosa che per la verità non è poi così differente? Se adesso andremo incontro a una crisi tremenda lo dobbiamo in parte proprio proprio a lui in quanto parte vitale di un meccano destinato a mettere l’Europa contro la Russia. Perché Zelensky dispiegò 60.000 soldati armati di tutto punto nell’area appena oltre la linea di contatto nell’Ucraina orientale dove potevano lanciare proiettili mortali nelle città e nei villaggi dei russi etnici che vivevano nel Donbass? Chiaramente, il messaggio inviato alla gente era che un’invasione era imminente e che avrebbero dovuto fuggire immediatamente dalle loro case o rifugiarsi nelle loro cantine. Quale obiettivo sperava di raggiungere costringendo queste persone a rinchiudersi nelle loro case temendo per la propria vita? E quale messaggio intendeva inviare a Mosca i cui leader guardavano a questi sviluppi con assoluto orrore?

Questo guitto sapeva che Putin aveva ripetutamente affermato che l’adesione dell’Ucraina alla Nato era una “linea rossa” per la Russia? Sapeva che Putin ha ripetuto la stessa cosa dal 2014? Sapeva che Putin ha avvertito che se l’Ucraina si fosse adoperata per entrare a far parte della Nato, la Russia sarebbe stata costretta ad adottare misure “tecniche-militari” per garantire la propria sicurezza? Sì, sapeva tutto questo e nonostante ciò è arrivato persino a esprimere pubblicamente il suo interesse per lo sviluppo di armi nucleari, cosa che per la Russia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Tutto questo va inserito in un contesto nel quale sia Zelensky, sia chi tira i suoi fili sanno benissimo che l’Ucraina avrebbe perso la guerra, cosa che in realtà è già avvenuta e solo i giornali occidentali sono così stupidi o così servi da non essersene accorti assieme a certi primi ministri olografati dal potere finanziario. Certo Putin non ha nessuna voglia di avere molti morti tra i suoi soldati e magari molti tra i civili ucraini e russi e dunque stringe il cappio lentamente attorno alla formazioni naziste che sperano di resistere nelle città facendo degli abitanti il proprio ostaggio. Ma questo appare in occidente dove c’è una continua creazione di realtà inesistente, come una sorta di difficoltà da parte di Mosca , mentre di fatto l’esercito ucraino non esiste più. Basterebbe semplicemente ascoltare le parole del colonnello Douglas Mac Gregor fino a meno di un anno fa consulente senior del ministero della difesa per capire meglio: “Abbiamo visto un movimento metodico molto lento delle forze russe che entrano in Ucraina…. Si sono mosse lentamente e con cautela e hanno cercato di ridurre le vittime tra la popolazione civile, cercando di dare alle forze ucraine l’opportunità di arrendersi. È finita. E nella fase in cui ci troviamo ora, le forze russe hanno manovrano per accerchiare e circondare le superstiti forze ucraine e distruggerle.”

A questo punto appare chiaramente chi è davvero Zelensky. Perché non ha negoziato con Putin quando ne ha avuto la possibilità? Perché non ha ritirato le sue 60.000 truppe da est? Perché non ha fermato le spedizioni di armi di Washington? Perché non ha attuato il Trattato di Minsk? Perché non ha rifiutato l’offerta di adesione della Nato? Non è difficile rispondere a queste domande: ha agito su ordine di Washington sin dall’inizio e sapeva perfettamente cosa sarebbe accaduto e quante vite avrebbe sacrificato per le mire statunitensi. Sapeva benissimo che avrebbe inflitto ferite incalcolabili alla sua stessa gente senza alcun motivo e ancor peggio che avrebbe spianato la strada alla dissoluzione dell’Ucraina stessa.

Potremmo domandarci come fa un uomo così a vivere con se stesso. Ma ancor più come fanno a vivere con se stessi i miserabili che adesso lo esaltano.

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