L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 marzo 2022

Biden missione impossibile, l'inverso è solo per chi crede che gli asini volano tant'è il clero televisivo, il Circo mediatico raglia

SOSTITUIRE IL GAS RUSSO CON QUELLO STATUNITENSE: ECCO IL MOTIVO DELLA GUERRA IN UCRAINA

DiAndrea Puccio MAR 25, 2022 


SOSTITUIRE IL GAS RUSSO CON QUELLO STATUNITENSE: ECCO IL MOTIVO DELLA GUERRA IN UCRAINA

Un piano per sostituire il gas naturale russo con quello proveniente dagli Stati Uniti è stato proposto da Joe Biden durante la sua visita a Bruxelles ma non tutti credono alle parole del Presidente statunitense perché è Impossibile da realizzare.

“L’impegno degli Stati Uniti a fornire all’Ue altri 15 miliardi di metri cubi di GNL quest’anno è un grande passo (nella direzione dell’indipendenza energetica dalla Russia).

Questo sostituirà la fornitura di GNL che attualmente riceviamo dalla Russia. E guardando al futuro, l’Europa lavorerà per assicurare una domanda stabile di ulteriore GNL statunitense almeno fino al 2030. Puntiamo a circa 50 miliardi di metri cubi all’anno”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella sua dichiarazione congiunta con Joe Biden, riporta Ansa.

Le ottimistiche parole espresse dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, suggeritele da Joe Biden durante la sua tournée europea per convincere gli alleati che le politiche messe a punto dagli Stati Uniti saranno vincenti e che le conseguenze delle sanzioni avranno un effetto di breve durata, non sono condivise da tutti, soprattutto gli operatori del settore dubitano che gli Stati Uniti saranno in grado di fornire tutto il gas necessario all’Europa.

“Non c’è modo di rimuovere completamente il gas russo dal mercato europeo: rappresenta una parte troppo grande della quantità di gas che usano”, ha detto Sitton, ex membro della Texas Railroad Commission, l’autorità di regolamentazione del petrolio nel principale stato produttore degli Stati Uniti, ha affermato. “I paesi occidentali potrebbero decidere di dirigere il loro gas in Europa e questo sostituirà parte del gas russo, ma, in pratica, non c’è un modo realistico per sostituirlo tutto”.

Queste parole espresse da un esperto del settore non lasciano possibili interpretazioni. Anche questa volta la nostra classe politica non ha la minima consapevolezza di quello di cui sta parlando oppure tenta di minimizzare per continuare a seguire la strada tracciata dagli Stati Uniti. Se non sanno di cosa stanno parlando, cosa probabile, allora sarebbe bene che andassero tutti a casa, se tentano di minimizzare per tenere il popolo buono in attesa del prossimo inverno allora prepariamoci a stringere ulteriormente la cinghia e iniziamo a comprare un bel po’ di coperte per riscaldarci. Dovremmo sia per un motivo o per un altro continuo a chiedermi cosa noi europei abbiamo da guadagnarci in tutta questa crisi che ostinatamente continuiamo ad alimentare per piacere dell’amministrazione statunitense.

Sebbene gli Stati Uniti possano esportare di più e l’Australia, che sta inviando molto gas in Cina, potrebbe spedirne di più in Europa in questo momento, probabilmente non sarà sufficiente, ha aggiunto Sitton.

Per indorare la pillola la Presidente della Commissione Europea a continuato affermando che “Putin sta cercando di riportare indietro l’orologio ad un’altra era, un’era di uso brutale della forza, di politica di potere, delle sfere di influenza e di repressione interna. Sono sicura che fallirà. Stiamo lavorando insieme per forgiare un futuro pacifico, prospero e sostenibile. So che avremo successo”.

Insomma alla fine della fiera gli Stati Uniti ci hanno venduto 15 miliardi di gas liquefatto in più, cosa che non sarebbe avvenuta se la crisi ucraina non fosse scoppiata. Chi ci ha guadagnato? I cittadini europei sicuramente no dato che hanno dovuto pagare il gas un prezzo molto più alto.

Continuate pure a pensare che in tutta questa crisi le responsabilità siano tutte da imputare al dittatore Putin, dopo iniziate a riflettere con il vostro cervello e magari dopo vi porrete qualche domanda. Vi suggerisco di pensare al motivo per cui gli Stati Uniti, prima con Trump poi con Biden, hanno fatto di tutto. Persino far scoppiare una guerra in Europa, per fermare la messa in opera del gasdotto Nord Stream 2 che doveva portare il gas russo direttamente in Germania dalla Russia.

Se poi avete ancora un pochino di tempo pensate se a noi europei dipendere dagli Stati Uniti quasi integralmente per le forniture di gas, caso mai il piano di Biden andasse in porto, invece che dalla Russia sia davvero più conveniente. Non parlo solo dal punto di vista economico perché questo non potrà mai essere dato che il gas statunitense arriva in gigantesche navi che consumano tonnellate di gasolio per muoversi, alla faccia della transizione ecologica e per buona pace degli ambientalisti della domenica che oggi appoggiano la guerra, ma anche dal punto di vista politico.

Saremmo ancora di più legati agli Stati Uniti, e loro questo vogliono, oltre che riempirsi il borsello con i nostri soldi. Forse sono davvero io a non averci capito nulla visto che da nessuna parte si leggono semplici analisi come questa.

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