L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 marzo 2022

Con intelligenza e sagacia Orban ha spostato l'Ungheria su un piano di neutralità, come d'altra parte ha fatto Erdogan con la sua Turchia. Dimostrando che gli spazi di manovra sia in Euroimbecilandia sia nella Nato ci sono per fare una politica assertiva per gli interessi del proprio paese, bisognerebbe dirlo alla classe politica italiana serva nell'anima

L'Ungheria di Orban si chiama fuori dalla guerra

Il premier ungherese ha respinto le richieste di Zelensky sia in termini di embargo energetico alla Russia che di aiuti in armi all'Ucraina

aggiornato alle 11:1225 marzo 2022

© Natalia Seliverstova / Sputnik / Sputnik via AFP
- Viktor Orban

AGI - Il premier ungherese, Viktor Orban, ha respinto entrambe le richieste che il presidente ucraino, Volodmyr Zelensky, aveva avanzato all'Ungheria: l'estensione delle sanzioni al settore energetico, con il conseguente blocco di acquisto di gas e potrolio russi, e la fornitura di armi a Kiev.

"L'Ungheria vuole rimanere fuori da questa guerra, quindi non consentirà il trasferimento di armi all'Ucraina", ha affermato il premier, secondo quanto riferito dal suo portavoce, Zoltan Kovacs, che definisce le richieste di Zelensky "contrarie agli interessi dell'Ungheria".

"La posizione dell'Ungheria è che non possiamo permettere che il prezzo della guerra sia pagato dalle famiglie ungheresi. Questo è il motivo per cui continueremo a opporci all'estensione delle sanzioni ai vettori energetici russi in tutti i forum europei, come abbiamo fatto in passato", ha ribadito il portavoce.

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