L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 27 marzo 2022

Da una parte ci sono i fatti e dall'altra ci sono narrazioni attentamente studiate per suscitare reazioni emotive, ma completamente insussistenti sul piano fattuale

Ucraina, la Russia accelera



Ieri mentre Biden faceva le sue prove d’odio antirusso in Polonia, una salva di missili ha completamente distrutto un enorme deposito di carburante ad appena 130 chilometri di distanza dal luogo dove si trovava la famigerata banda Nato che avrebbe anche potuto vedere il fungo di fumo che si alzava dal deposito: si è trattato probabilmente di un monito per il delirio di parole demenziali a cui il mondo assiste attonito, ma nella giornata anche altre cisterne sono state distrutte, di cui una nei pressi di Kiev. Da venerdì si è intensificata da parte russa la distruzione di depositi di carburante, di munizioni e di armi per accelerare la caduta definitiva dell’esercito ucraino. La tattica sembra funzionare qui è là attorno a Kiev i reparti cominciano arrendersi per mancanza di carburante e di munizioni ( in questo video la resa di un reparto con a capo un tenente colonnello) mentre nella zona di Izyum è in corso un massiccio attacco che ha tagliato le linee di rifornimento delle turppe ucraine facenti parte dell’armata del Donbass che sono in pratica le uniche unità con qualche reale capacità residua e sono anche quelle dove molti reparti sono formati da uomini del Pravy Sector che impediscono sotto minaccia la resa. A Mariupol si sta facendo la pulizia dell’area dell’acciaieria Azov e ci sono video che testimoniano della fuga in abiti civili delle bande naziste ( qui di può vedere uno dei loro comandanti catturati mentre cercava di sgattaiolare fuori della morsa in abiti civili e qui due soldati che cercavano di fare la stessa cosa): la liberazione totale è vicina.

Lunghe colonne di mezzi corazzati stanno scendendo da nord evidentemente per rafforzare le posizioni intorno a Kiev e Chernuhiv per portare un attacco finale e isolare completamente le due città. Nel frattempo l’artiglieria sta ammorbidendo il velo di truppe ucraine ad est di Odessa per cominciare a risolvere anche questo nodo. Insomma è possibile che nei prossimi giorni gran parte delle restanti difese ucraine finisca per collassare per mancanza di munizioni e di carburante. Lo scopo principale dei russi è quello di decapitare l’Ucraina della forte colonna di golpisti che si è impadronita del Paese e lo ha gestito negli ultimi 8 anni portandolo alla rovina: conoscendo bene la Nato e i suoi metodi Putin sa bene che solo facendo mancare l’acqua al mulino dei creatori di caos sarà possibile possibile creare l’Ucraina neutrale che la Russia vuole. A questo proposito c’è da registrare che da questo punto di vista Zelensky è abbastanza utile ad entrambe le parti: agli Usa per tentare di farne una sorta di Guaidò e continuare a tenere la brace accesa sotto la cenere anche se gran parte del veleno nazista sparso a piene mani in questi anni, sarà eliminato e alla Russia per avere qualcuno con cui trattare. Straordinario che un pagliaccio drogato fino alla punta dei capelli ( come Hunter Biden del resto) sia alla fine diventato un personaggio chiave, ma che deve destreggiarsi ( e mai parola è stata più appropriata) per sopravvivere a una bufera nella quale si deve guardare più dagli amici che dai nemici: in qualsiasi modo si sbilanci è un uomo morto.

Insomma tutto sta dimostrando che alla fine la propaganda non cambia la guerra perché da una parte ci sono fatti e dall'altra ci sono narrazioni attentamente studiate per suscitare reazioni emotive, ma completamente insussistenti sul piano fattuale. Per esempio le sciocchezze sul fatto che la Russia stia perdendo la guerra e dunque si appresti ad usare armi atomiche, tutte chiacchiere senza senso delle quali viene imbottito il cervello della gente. Inventano in continuazione qualsiasi cosa pur di nascondere il fatto che la vicenda ucraina rischia di affossare la Nato e sta dando un colpo formidabile alla credibilità occidentale. Una volta che la Russia avrà raggiunto i suoi obiettivi e si scoprirà che la narrativa occidentale era carta straccia macchiata di sangue, come del resto lo è stata e lo è la guerra vaccinale.

Nessun commento:

Posta un commento