L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 marzo 2022

e non ci vuole nulla, un piccolo sbaglio, e patratac pochi al mondo si salveranno e in che condizioni

L’arma “segreta”



La straordinaria quantità di balle totalmente prive di senso che l’informazione occidentale vomita sulla guerra Ucraina, ha lo scopo di convincere le opinioni pubbliche occidentali che Kiev può effettivamente resistere, scambiando le azioni di reparti ormai completamente separati dell’esercito ucraino e di gruppi sparsi, addestrati per anni dagli americani sul modello stay behind con una capacità di difesa organica e coordinata. Il “può resistere” è funzionale all’obiettivo Usa 1) di far durare la guerra il più a lungo possibile, 2) avere il maggior numero di vittime possibile 3) cercare di suscitare una guerriglia, dimostrando che il sangue altrui è il vero nutrimento dell’impero. Tutti questi obiettivi però sono frutto della scarsa conoscenza degli americani del territorio antropico e dunque sono impossibili da raggiungere, anzi lo scopo principale dell’azione russa è proprio quella di eliminare la feccia nazista creata e armata dagli occidentali. E la stanno braccando ovunque a cominciare da Mariupol quasi totalmente liberata dove ormai i resti del reggimento Azov è confinato nell’area dell’acciaieria Azovstal, la più grande del mondo al tempo dell’Unione sovietica. Dopo aver preso la popolazione in ostaggio e aver procurato danni immensi alla città che naturalmente viene attribuito ai russi dai giornali uncinati del Draghistan, così abituati a mentire che hanno ormai un’allergia a qualsiasi cosa possa essere anche solo rischiare di essere vero.

Su tutto il fronte le forze russe avanzano di 5 o 20 chilometri al giorno mentre continuano a distruggere deposi di armi, esplosivi e munizioni quindi è anche possibile che la definitiva presa di Mariupol e di Izjum, possa fa collassare in brevissimo tempo ciò che rimane delle difese ucraine. Ma intanto è saltata fuori la questione dell’arma segreta. Circa una settimana fa era giunta notizia che i russi avevano completamente distrutto un gigantesco arsenale ai confini della Polonia mandando in fumo una quantità enorme di armamenti e probabilmente una consistente parte delle armi che erano partite fino ad allora dall’Italia. Ma eliminando anche un centro cove si stavano raccogliendo nazisti da tutto il mondo. All’inizio era sembrata un’azione di avvertimento alla Nato e in parte anche alla Polonia che ha mire nemmeno tante nascoste sull’Ucraina occidentale, ma adesso sappiamo che i magazzini di armi e gli uomini che li gestivano, non erano nella parte in superficie alla quale si riferiscono tutte le immagini che si hanno, ma si trovavano 60 metri sotto il terreno roccioso e in casematte piuttosto resistenti. Ora esistono i bunker buster capaci di demolire queste strutture, ma sono bombe portate su aerei e comunque l’unica capace di produrre questi effetti pesa 14 tonnellate e può essere portata solo da un B52. Dunque il razzo che ha distrutto il magazzino sotterraneo deve avere capacità inedite e spaventose che non derivano solo derivare dall’alta velocità di impatto a Mach 3 o 4, ma devono essere frutto di anche di un generatore di onde d’urto che possono distruggere forti corazzature senza realmente intaccarle dall’esterno favorendone lo sbriciolamento dall’interno. Tanto per fare un esempio è come quando un proiettile anticarro con esplosivo ad altro potenziale colpisce la torretta di un carro armato provocando la morte dell’equipaggio e l’esplosione delle munizioni pur senza un’effettiva penetrazione. Ad ogni modo i russi hanno dimostrato alla Nato di avere anche loro un penetratore a energia cinetica/un’arma ad onde d’urto che può distruggere qualsiasi bunker con estrema efficacia, ma che a differenza dei sistemi Nato viaggia su missili ipersonici non intercettabili e non su aerei grandi e grossi facilmente abbattibili. Il messaggio è: possiamo distruggere i pochi minuti i depositi di armi nucleari in Italia e Germania o anche altrove anche nel caso decideste di attaccare per primi come del resto è nella dottrina della Nato.

Di fatto ci troviamo di fronte a una partita a scacchi tra Russia e Nato di cui il pubblico non ha la minima idea: se l’avesse infatti essa mostrerebbe le debolezza dell’alleanza invincibile e indurrebbe forse un mutamento nelle opinioni pubbliche. Queste armi in effetti non sono affatto segrete, ma apertamente mostrate, tuttavia rimangono ignote all’uomo della strada che è costretto a vivere dentro le narrazioni del mainstream.

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