L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 20 marzo 2022

Gli occhi del tifo non riescono a vedere che il calcio è solo affari entrate uscite, perdite guadagni

Perché le azioni Juventus crollano in borsa con l’eliminazione agli ottavi di Champions
Crollo per le azioni Juventus a Piazza Affari all'indomani dell'uscita dalla Champions League. I bianconeri si sono fermati agli ottavi.
di Giuseppe Timpone , pubblicato il 18 Marzo 2022 alle ore 10:33


E’ stata una seduta drammaticamente negativa ieri per le azioni Juventus a Piazza Affari. Hanno perso circa l’8,5% dopo l’eliminazione della squadra bianconera agli ottavi di Champions League. Una sconfitta amara, avvenuta sotto gli occhi increduli dei tifosi allo stadio Allianz di Torino. Gli spagnoli del Villareal hanno trafitto la squadra di casa per 3 reti a 0.

Le azioni Juventus perdevano ieri oltre un’ottantina di milioni di euro di capitalizzazione in borsa. A cos’è stato dovuto il crollo, che porta a oltre il 13% le perdite da inizio anno? La Champions è una gallina dalle uova d’oro per i grandi club europei. Cerchiamo di fare due conti per capire a quanto ammonteranno i mancati introiti per la società di Andrea Agnelli dopo l’infausto risultato di mercoledì sera.

Il solo accesso alla fase ai gironi ha consentito alla Juventus di incassare 15,64 milioni di euro, a cui si aggiungono 30,7 milioni del ranking storico decennale. E avendo vinto tre partite su sei nella fase a gironi, ha potuto aggiungere almeno altri 8,4 milioni al suo ricavato dalla partecipazione alle coppe europee. L’accesso agli ottavi, poi, ha innalzato gli incassi di altri 9,6 milioni. Infine, 7,7 milioni arrivano dal market pool, vale a dire dalla distribuzione dei diritti TV tra le squadre italiane quest’anno in Champions (Inter, Milan e Atalanta, oltre alla stessa Juventus).
Azioni Juventus giù, colpo al fatturato bianconero

Tirando le somme, la squadra allenata da Massimiliano Allegri è tornata a casa con un bottino di oltre 72 milioni, poco meno dei circa 74 milioni incassati nella stagione scorsa. E non stiamo considerando, però, gli incassi allo stadio per le partite giocate in casa. Certo è anche che il mancato accesso ai quarti di finale provocherà una perdita di gettito atteso per la società.La sola partecipazione alla successiva fase avrebbe fruttato 10,6 milioni, mentre l’approdo alle semifinali altri 12,5 milioni. Se, poi, la Juventus fosse arrivata in finale, avrebbe ricevuto altri 15,5 milioni. Una vittoria sarebbe valsa ulteriori 4,5 milioni. Infine, la gara di Supercoppa avrebbe portato nelle casse societarie altri 3,5 milioni e 1 milione ancora nel caso di vittoria.

Non è tutto. Poiché metà del market pool assegnato alle squadre italiane (20 su 40 milioni) è distribuito sulla base del numero delle partite disputate rispetto al totale disputate dalle altre squadre italiane, la Juventus porta a casa 2 milioni per via del suo posizionamento nella classifica di campionato di Serie A nella stagione scorsa (4° posto) e altri 5,7 milioni per il numero di partite giocate. Se fosse arrivata fino alla finale, avrebbe potuto incassare altri 2,5 milioni. Avrebbe giocato, infatti, 14 partite su un totale 34 delle italiane (Supercoppa inclusa). Anche questo va calcolato come potenziale ammanco.

Sempre al netto degli incassi ai botteghini, i mancati introiti così ammontano a un massimo di circa 50 milioni. Il dato finale supererebbe facilmente i 55 milioni. C’è, infine, in gioco il prestigio di una società in affanno negli ultimi tempi sul piano dei risultati sportivi e dei bilanci. Fallito il tentativo di dare via a una Superlega con le altre big d’Europa, i numeri appaiono tetri per i bianconeri, che all’inizio di questa stagione hanno perso tra l’altro Cristiano Ronaldo, andato via per giocare al Manchester United. Unica soddisfazione: anche quest’ultimo è uscito dalle coppe. Ma alla borsa interessano i propri risultati, non i fallimenti altrui.

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