L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 21 marzo 2022

Gli oligarchi sono da condannare sotto tutti i cieli ma farlo oggi solo su quelli russi è solo benzina sul fuoco ucraino e questo fa il governo criminale norvegese poi aggiungere anche lo scherno è ancora più grave

Norvegia, yacht di un oligarca russo bloccato in porto: “Nessuno gli vende il carburante”
20 mar 2022 - 09:05 VesselFinder

Il Ragnar, 68 metri, è a Narvik e non riesce a ripartire perché la gente del posto si rifiuta di rifornirlo di benzina: "Siamo pienamente consapevoli di ciò che sta accadendo in Ucraina. Perché dovremmo aiutarli? Possono remare fino a casa o alzare le vele". Il capitano dello yacht: “Il proprietario non è nell’elenco delle sanzioni e l’equipaggio non è russo, vogliamo solo andare a casa”. A possedere l’imbarcazione è Vladimir Strzhalkovsky, ex agente del KGB e conoscente di lunga data di Vladimir Putin

"Fatevela a remi" o “alzate le vele”. Si è sentito rispondere così il capitano di uno yacht di proprietà di un oligarca russo quando, attraccando in un porto norvegese, ha tentato di fare rifornimento di carburante, ma la gente del posto si è ripetutamente rifiutata di venderglielo. Al centro della vicenda il Ragnar, di 68 metri, che è rimasto a secco ed è di fatto bloccato nel porto di Narvik, nella Norvegia settentrionale. Il proprietario è Vladimir Strzhalkovsky, un ex agente del KGB e conoscente di lunga data di Vladimir Putin che ha fatto fortuna con l'estrazione di nichel come CEO di Norilsk Nickel, ricevendo un compenso di 100 milioni di dollari quando si è dimesso. È stato anche vice ministro dell'economia in Russia ed è attualmente nel consiglio di amministrazione della squadra di calcio della Dinamo Mosca 

Il capitano: “L'equipaggio non è russo, vogliamo solo andare a casa”

Il capitano dello yacht Rob Lankester, citato dal Guardian, dice di essere un ex Royal Marine britannico e ha accusato le autorità norvegesi di discriminazione, dicendo che il proprietario dello yacht non è nell'elenco delle sanzioni e che né lui, né il suo equipaggio di 15 uomini, sono russi. Nemmeno lo yacht è russo, in quanto, dice, è registrato a Malta e naviga sotto bandiera maltese: “Ma nessuno ci ascolta, vogliamo solo andare a casa”. Poi ha accusato la Norvegia di operare con doppi standard poiché i pescherecci russi, che secondo lui rappresentano il 20% dell'economia della Norvegia settentrionale, sono "in grado di acquistare carburante e operare senza ostacoli nei porti e nelle acque norvegesi". In una denuncia scritta indirizzata alle autorità il 15 marzo, e letta dal Guardian, ha scritto: “Questo yacht e il suo ultimo proprietario effettivo non sono presenti nell'elenco delle sanzioni europee o britanniche, quindi riteniamo che la discriminazione nei nostri confronti sia estremamente ingiusta".

Ma la gente del posto, riporta il Guardian, ha detto che lo yacht non è il benvenuto. Sven Holmlund, direttore generale delle forniture petrolifere Holmlund a Narvik, ha dichiarato a NRK: “Il comportamento dei russi in Ucraina mi lascia senza parole. Perché dovremmo aiutarli? Possono remare a casa o alzare le vele". Anche Halbakk Bunkers, che fornisce carburante lungo l'intera costa norvegese ed è specializzato nel rifornimento di navi straniere che frequentano il porto di Narvik, ha respinto le richieste di aiuto: "Siamo pienamente consapevoli di ciò che sta accadendo in Ucraina", ha detto a NRK il suo direttore generale Gunnar Grann. “Pertanto abbiamo scelto di dire no a tutte le barche russe, compresi i pescherecci da traino. Non vogliamo entrare in una situazione in cui stiamo contribuendo in alcun modo all'economia russa".

L’emittente NRK, che ha avuto il permesso di salire a bordo dell’imbarcazione, l’ha descritta come uno yacht che "trasuda lusso e artigianato esclusivo". Ha una tecnologia rompighiaccio ed è attrezzato per l'esplorazione polare. Vanta una palestra, spa, piscina, elicotteri e diverse terrazze solarium, nonché un garage con motoslitte, moto d'acqua, attrezzatura da sci e snowboard. È stato recentemente messo in vendita per 69 milioni di euro.

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