L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 marzo 2022

Il clero televisivo, il Circo mediatico riesce a guardare nella casa altrui e non vede il dispotico e dispoico in casa propria

Putin tiranno? Da che pulpito…



Quando leggo, purtroppo più di quanto una minima decenza lo consentirebbe, che Putin è un tiranno mi viene da ridere, perché viene detto in maniera assolutamente gratuita e ipocrita, anzi assolutamente servile e degradante. Non ho dubbi che la Russia non sia affatto un paradiso di democrazia, ma questo da un punto di vista puramente ideale che non ha più niente a che fare con l’occidente concreto dove molto più che in Russia non esiste più una minima dialettica. Sarebbe una visione accettabile se il milieu politico fosse eletto dalla gente e non dai gruppi di riferimento finanziari ed economici che di fatto hanno privatizzato lo stato e monopolizzato il discorso pubblico, che non hanno nessuna remora a imbrogliare sul voto se le circostanze lo richiedono; se l’accusa non fosse fatta da gente che supporta una ignobile dittatura sanitaria, basata palesemente sulla falsificazione di dati; se non fosse sostenuta da chi ritiene una cosa necessaria la soppressione del pensiero critico e anzi lo trasforma in reato. Questo per esempio è avvenuto in Germania, dove si è orwellianamente cominciato a perseguite i cittadini per crimini di pensiero facendo irruzione nelle case di centinaia di tedeschi che avrebbero insultato i politici online. Nel tentativo di perseguire i “contenuti criminali” contenuti in oltre 600 dichiarazioni pubblicate su Internet, martedì scorso la polizia criminale federale ha fatto irruzione in decine di appartamenti e case per trovare prove incriminanti e ha interrogato 100 persone per aver pubblicato commenti di odio contro funzionari eletti e per aver messo in dubbio i risultati delle elezioni federali del 2021.

Nella dichiarazione ufficiale seguita a queste meritevole operazione si dice che: “la base di queste indagini è la sezione 188 del codice penale che è stata rivista nella primavera del 2021 con l’intento di rendere più punibili insulti, calunnie e diffamazione di persone nella vita politica”. In pratica per proteggere se stessa dalle critiche per la dittatura sanitaria che si stava instaurando si è pensato di cambiare la legge per fare sì che anche le critiche fossero di fatto considerate come un insulto. o come un messaggio d’odio. Che oggi peraltro è stimolato verso i russi. E sotto osservazione non ci sono soltanto i singoli cittadini ma anche partiti: all’inizio di questo mese, il tribunale amministrativo tedesco ha fornito all’agenzia di intelligence interna l’autorità di sorvegliare Alternativa per la Germania, un partito politico con 81 seggi nel Bundestag. E badate bene che, molto a torto peraltro, l’Afd viene considerato di estrema destra e sovranista, ovvero sulle posizioni di Zelensky per sostenere il quale i tedeschi pagheranno un gravissimo scotto energetico, senza peraltro poter pienamente esprimere critiche senza il pericolo di vedersi arrivare i poliziotti a casa.

Ecco perché quando sento dire che Putin è un tiranno mi viene da ridere perché l’accusa stessa viene da un mondo dispotico e distopico, nella sostanza molto meno libero della tirannia imputata ad altri, ma sempre meno percepita da cittadini trasformatisi in sudditi.

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