L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 18 marzo 2022

Il governo polacco criminale continua imperterrito a buttare benzina sul fuoco ucraino. Ricordiamoci dei polacchi che negli anni '90 invasero l'Italia non fu un bel vedere

La Polonia chiede una 'missione di pace' Nato in Ucraina
Bombe da navi russe, Odessa nel mirino16 marzo, 08:39



(ANSA) - VARSAVIA-ROMA, 16 MAR - La Polonia ha chiesto "una missione di pace" della Nato, "protetta da forze armate", per aiutare l'Ucraina. Lo ha reso noto il vicepremier polacco Jaroslaw Kaczynski nella tarda serata di ieri a Kiev. "Questa missione non può essere disarmata. Deve cercare di fornire aiuti umanitari e pacifici all'Ucraina", ha affermato Kaczynski, dopo aver partecipato a Kiev, insieme ai primi ministri polacco, ceco e sloveno, a un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro Denys Chmygal.

Intanto, dopo Kharkiv e Kiev, ora è Odessa ad essere nel mirino dell'esercito russo. Principale porto dell'Ucraina, la città sul mar Nero teme di finire sotto assedio: il nemico potrebbe arrivare da est, una volta superata la resistenza di Mykolaiv, ma soprattutto dal mare. Sono 14 le navi russe che si stanno avvicinando, con un dragamine ad aprire la strada. Nella notte sono iniziati i bombardamenti sulle coste a sud: nel mirino infrastrutture militari, nella zona di Belgorod-Dnestrovsky.

Sono stati lanciati razzi e - come ha riferito Anton Gerashchenko, Consigliere del Ministro degli Affari Interni dell'Ucraina - sono stati sparati colpi di artiglieria. Per il momento non ci sono stati tentativi di sbarco di truppe. Nella città del sud dell'Ucraina - conosciuta per le spiagge e l'architettura di edifici come il Teatro dell'Opera, ma soprattutto per la monumentale scalinata immortalata nel film "La corazzata Potemkin" - le sirene per "attacco aereo" sono suonate quattro volte in poche ore, costringendo i cittadini a correre nei rifugi. Lo stesso è avvenuto a Kiev, Poltava, Dnipro, Kharkiv, Ivano-Frankivsk e Leopoli. Nella capitale sono stati segnalati aspri combattimenti e esplosioni nella zona settentrionale. Dopo la riunione con i premier di Polonia, Repubblica Ceca e Slovenia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto il punto della situazione dopo tre settimane di guerra. "Nelle ultime 24 ore siamo riusciti a evacuare 28.893 ucraini dalle regioni di Sumy, Kharkiv e Donetsk. Di questi, 20.000 sono riusciti a lasciare Mariupol con le loro auto private" ha detto, aggiungendo che "mercoledì ci sarà la tanto attesa evacuazione delle persone da Izyum, nella regione di Kharkiv, è stato concordato un corridoio umanitario". Gli aiuti diretti a Mariupol, invece, "vengono bloccati dai soldati russi, ma non rinunceremo a cercare di salvare la nostra gente e la nostra città". Secondo le forze armate ucraine, i russi "hanno deciso di coinvolgere nel conflitto anche i primi cadetti degli istituti di istruzione militare superiore", "hanno perso il 40% delle unità impiegate sul terreno" e "hanno problemi a fornire munizioni alle truppe". Inoltre "il nemico sta cercando di rafforzare il raggruppamento di truppe, trasferendo nel territorio dell'Ucraina gruppi tattici formati da unità consolidate che hanno subito perdite durante i primi dieci giorni dell'operazione, oltre a mercenari stranieri". "La situazione peggiore - si legge in un report - è quella dell'area di Mariupol, dove il nemico sta cercando di bloccare la città alla periferia occidentale e orientale della città: ha perdite significative ed è stato costretto a introdurre riserve dalla 810/a Brigata di Fanteria Marina". Oltre ai raid aerei sono arrivati anche attacchi dalle navi che si trovano nel mare di Azov. Da registrare anche il cambio ai vertici delle forze armate congiunte ucraine (Joint forces operation-Jfo): il generale Eduard Moskalov è il nuovo comandante, sostituisce il generale Oleksandr Pavlyuk incaricato di guidare l'amministrazione regionale di Kiev "per rafforzare la difesa della capitale". Sul fronte diplomatico il presidente americano Joe Biden annuncerà oggi - riferiscono fonti della Casa Bianca al New York Times - lo stanziamento di 800 milioni di dollari in aiuti alla sicurezza per l'Ucraina. Infine il Senato degli Stati Uniti ha approvato all'unanimità una risoluzione che condanna il presidente russo Vladimir Putin come un "criminale di guerra": presentata dal repubblicano Lindsey Graham e sostenuta da senatori di entrambe le parti, la risoluzione incoraggia la Corte penale internazionale dell'Aia e altre nazioni a perseguire l'esercito di Mosca. (ANSA).

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