L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 marzo 2022

Il Pd quel coacervo di criminali corrotti da spazzare via dalla Terra

Si scrive PD si legge censura. Ucraina, attacco ai giornalisti che non si adeguano. Il caso

1 Marzo 2022, 12:58 

Nella follia di questi giorni concitati seguiti all’attacco di Vladimir Putin all’Ucraina, in cui la classe politica italiana non ha perso occasione di distinguersi in negativo, succede anche di incappare in vicende come la messa alla gogna del giornalista Rai Marc Iannaro, accusato addirittura di aver fatto propaganda a favore del leader russo. Il motivo? Una frase “politicamente scorretta” che ha fatto insorgere il popolo della sinistra, evidentemente molto più concentrato su questioni del genere che sulle reali problematiche internazionali.


Come riportato dal Fatto Quotidiano, Iannaro era in collegamento con lo studio della trasmissione di approfondimento del Tg2 condotta da Manuela Moreno quando ha detto: “Gli europei scontano una totale assenza di memoria storica e di comprensione delle dinamiche più profonde che ha subito la Russia nell’ultimo secolo e negli ultimi trent’anni. Basta guardare la cartina geografica per rendersi conto che chi si è allargato negli ultimi trent’anni non è stata la Russia, è stata la Nato”. Il Pd è subito insorto.


Seecondo quanto riportato da Repubblica, particolarmente infastidito dalla presunta linea filorussa della Rai sarebbe addirittura il segretario dem Enrico Letta. Con Iannaro che potrebbe presto farne le spese, visto che secondo il quotidiano nei corridoi Rai si parlerebbe ormai della necessità di “cambiare il corrispondente da Mosca”, che come gli altri non dipende dalla testata ma è nominato direttamente dall’azienda.

Un intervento deciso, quello dei dem, e difficile da giustificare. Perché di fatto l’espansione della Nato verso est è una realtà. Questo non giustifica l’intervento militare di Putin, anzi. Ma è un passaggio chiave per capire quanto sta accadendo e non può essere nascosto come cenere sotto il tappeto. Attaccare un giornalista e chiederne la rimozione per aver semplicemente raccontato un fatto è inaccettabile, in una democrazia. E dà ancora una volta il polso di una sinistra dalle pericolose tendenze autoritarie.

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