L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 20 marzo 2022

Il Pronto Soccorso gestito dai privati è la chicca che misura di quanto pubblico si è voluto/vuole togliere. La regola di questi partiti è non assumere e giocoforza tagliare servizi che vengono riempiti dai pescecani privati

SANITÀ: “DAI MEDICI DI BASE
ALL’IMPOVERIMENTO PUBBLICO,
QUANTA IPOCRISIA NEI PARTITI”


Data pubblicazione 19/03/2022

Come cittadino mi piacerebbe credere ad un reale ripensamento delle forze politiche riguardo il concreto atteggiamento sinora tenuto da gran parte di loro in tema di Sanità Pubblica.

In particolare nella nostra regione, e nelle sue varie articolazioni territoriali, si stanno registrando molteplici iniziative che sembrerebbero voler dimostrare un’attenzione prioritaria ad alcuni significativi aspetti riguardanti il sistema sanitario a vari livelli. Quasi una rincorsa a cercare di applicare correttivi ad alcune disfunzioni, sia nazionali che locali, evidenziate particolarmente dalla tragica emergenza pandemica ma derivate comunque da carenze e fuorvianti strutturali “visioni” emerse già ben prima.

Due sembrano essere, semplificando, gli aspetti salienti al centro di tale presunto ripensamento: il costante svuotamento della Funzione Pubblica a vantaggio di quella Privata o Privatistica (“pudicamente” definita integrazione pubblico-privato) e l’impoverimento dei cosiddetti Servizi Pubblici Territoriali Sanitari e Socio-Sanitari, a partire dal ruolo svolto dai medici di base e dalle strutture di prossimità.

Relativamente a questi due aspetti quello che rende assai scettici molti cittadini circa l’effettiva volontà di porvi rimedio è il gioco tra le forze politiche di palleggiarsi reciprocamente le responsabilità delle distorsive scelte protratte in vari anni.

Un’ultima ed ennesima riprova sembra essere questa improvvisa azione prevista nelle piazze anche locali di iniziative di denuncia/proposta sia da parte della Lega che del Pd con reciproche esplicite accuse.


Ognuno tende ad attribuire agli altri atteggiamenti acquiescenti rispetto allo snaturamento progressivo del ruolo del Pubblico e d’impoverimento graduale di importanti funzioni socio-sanitarie. A tal proposito basterebbe ricordare le dichiarazioni di non molto tempo fa di Giorgetti al Meeting di Comunione e Liberazione sulla figura professionale ormai, secondo lui, superata del medico di base come anche i tagli miliardari alla Sanità Pubblica prodotti alternativamente da governi e regioni di diversa colorazione politica.

Non è solo un’impressione superficiale quella che si è registrata nel tempo circa l’evidente sudditanza di quasi tutte le forze politiche al “verbo neoliberista” volto ad una graduale cessione di vari aspetti della Sanità Pubblica a sempre più larghi strati di imprese a vario titolo private.

Ecco perché più che gazebo e banchetti occorrerebbero effettive azioni di contrasto/inversione di tendenza (a partire dalle re-internalizzazioni di alcuni servizi) concretamente misurabili da tutta la Cittadinanza. Di fatto invece si sono registrati esempi contrari, come avvenuto recentemente (e puntualmente segnalati da alcuni sensibili media locali) sia all’Ospedale Mandic di Merate (il pronto soccorso affidato ai privati) che all’Ospedale Manzoni di Lecco (idem, ma solo in parte, per Traumatologia che Ortopedia).

L’interrogativo che sorge spontaneo da questi due riscontrabilissimi casi è: perché non si è provveduto a “denunciare” presso l’opinione pubblica il processo di esternalizzazione prima dell’iter di avviamento delle gare? E quali concrete azioni di contrasto sono state messe allora in campo da chi oggi si straccia le vesti?

E così pure, quali tangibili azioni e conseguenti monitoraggi evolutivi verranno concretamente intrapresi per sanare la non più sostenibile mancanza dei medici di base in particolare nella nostra Provincia?

Solo in presenza di effettive e mirate scelte, ben oltre le pur necessarie azioni di sensibilizzazione della Cittadinanza, si potrà misurare la reale volontà delle forze politiche di risolvere incancrenite situazioni e al contempo porre in essere una rinnovata valorizzazione del ruolo pubblico in settori primari della nostra Convivenza Civile e Sociale.
Della serie, per tali fondamentali settori, “Più Stato efficiente, e quindi anche risparmioso, e meno deleghe al Privato, comunque lucrativo”.

Intendiamoci il Privato ha tutto il diritto di fare utili nelle varie articolazioni del Mercato ma la Salute e la Sanità, e non solo, non possono essere una merce.

A tutti i Cittadini quindi verificare la coerenza tra proclami ed azioni reali ma anche concorrere perché questo miglioramento possa effettivamente avvenire.

Germano Bosisio

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