L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 marzo 2022

Il veleno instillato dagli Stati Uniti attraverso i bombardamenti umanitari di Belgrado con uranio impoverito ancora perdura nelle terre serbe. Mattarella Mattarella, il non garante, ne sa qualcosa

Kosovo: voto negato ai serbi, sale tensione Belgrado-Pristina
Proteste e accuse reciproche. Kurti scrive alla Ue

© ANSA/EPA

Redazione ANSA
25 marzo 202218:24NEWS

(ANSAmed) - BELGRADO, 25 MAR - Sale la tensione tra Belgrado e Pristina a pochi giorni dal voto del tre aprile in Serbia, negato ai serbi del Kosovo che per votare dovranno recarsi in quattro località del sud della Serbia.

Così ha deciso infatti ieri sera la commissione elettorale a Belgrado, a fronte della posizione irremovibile della dirigenza di Pristina, secondo cui è inammissibile organizzare in Kosovo, Paese sovrano e indipendente, elezioni di uno Stato straniero quale è la Serbia.

Una Serbia tuttavia che non riconosce l'indipendenza del Kosovo, considerato ancora parte del proprio territorio.
Proteste finora pacifiche sono in corso nel settore nord (serbo) di Kosovska Mitrovica e in altre enclavi serbe del Kosovo, con la popolazione serba che punta il dito in particolare contro il premier kosovaro Albin Kurti, ritenuto il principale responsabile del forte deterioramento dei rapporti con Belgrado. 'Kurti, hai distrutto l'accordo di Bruxelles (del 2013, ndr), hai distrutto tutto', 'Stop al terrore di Kurti', 'Vogliamo i nostri diritti umani', 'I serbi del Kosovo credono solo al presidente Vucic': questi alcuni degli slogan su cartelli e striscioni mostrati dai manifestanti. A vegliare sui raduni la polizia kosovara, che finora non è dovuta intervenire.
Ad accrescere le tensioni, la sospensione ieri, e non la rimozione è stato precisato, di una giudice serba del Tribunale di Kosovska Mitrovica, punita con un provvedimento disciplinare per aver partecipato nei giorni scorsi a un incontro che il presidente serbo Aleksandar Vucic ha avuto a Belgrado con una delegazione politica dei serbi del Kosovo. (ANSAmed).


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