L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 20 marzo 2022

In Calabria, cose da pazzi, succede di tutto, le regole valgono solo per le masse carne da cannone da muovere a piacimento. E poi il dono dell'ubiquità non lo si nega a nessuno se fai parte del Sistema mafioso massonico politico istituzionalizzato

Catanzaro 2022. Dio li fa e poi li accoppia: Maduli, Pisano e Peppe ‘ndrina
-17 Marzo 2022


«[…] Le mafie diventeranno molto più pericolose nel momento in cui cominceranno, o hanno già cominciato a comprare, pezzi di televisioni o di giornali», così ha detto tempo fa il procuratore della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri. Avrà tanti difetti Nicola Gratteri ma su questo argomento bisogna dire onestamente che ha sempre tenuto alta l’attenzione ormai da tempo ed evidentemente – per affermare certe cose – doveva avere cognizione di causa.

Nel gran calderone dell’operazione “Rimpiazzo” portata a termine poco più di un anno e mezzo fa e che aveva duramente colpito il clan dei Piscopisani, c’era spazio anche per uno dei media più importanti ma anche più chiacchierati della Calabria ovvero il Gruppo Pubbliemme (oggi Diemmecom dalle iniziali del suo patron Domenico Maduli), che edita LaC. Maduli per molti anni ha fatto del suo giornale l’organo ufficiale della feccia del Pd-P2, ma da qualche tempo ha ormai rotto i rapporti con la classe dirigente del partito piduista per provare ad assumere una dimensione “libera”, che in realtà è solo fumo negli occhi, visto che si è già buttato fra le braccia del centrodestra, quello rappresentato dal senatore Mangialavori, meglio conosciuto come Peppe ‘ndrina, che ha in gestione la “cupola” unitamente al presidente parassita della Regione e al “bummino” massomafioso di Reggio, la cui cugina siede alla destra del “pidocchio” cosentino.

Di conseguenza, chiediamo all’opinione pubblica ma soprattutto a Gratteri: come ha fatto il buon Maduli a ricevere centinaia di appalti dalla pubblica amministrazione per tutti i suoi affari pubblicitari ed editoriali? Come ha fatto ad aver contributi dal Corecom per la televisione LaC, che somiglia sempre di più a quella tv privata della fiction “La Piovra” immortalata dal grande Pino Colizzi (prima o poi andremo a riprenderla dalle teche Rai)? E come ha fatto soprattutto ad avere sempre il via libera dagli enti preposti circa il certificato antimafia se il suo socio “Barba” è – come risulta dalle carte – un mafioso?

Tutto nasce dai buoni uffici che la ‘ndrangheta coltiva e ramifica con l’aiuto dei colletti bianchi e di una certa politica alla fame nei meccanismi della Pubblica Amministrazione, dove complicità e denaro sono il viatico per affari loschi e coperture tossiche.

A Catanzaro la mafia non spara. Promette, riceve l’incasso e paga con l’affissione gratuita di grandi manifesti pre-elettorali a titolo gratuito, una nuova formula di voto di scambio. E qui sveliamo alcuni collegamenti criminali di Maduli anche nel Comune di Catanzaro con la complicità del consigliere plurindagato Giuseppe Pisano, che in cambio di alcuni manifesti 6×3 “a gratis” affissi nelle ultime ore in città si è impegnato a non far esigere dal comune di Catanzaro il pagamento della tassa sulle plance dove Maduli affigge i suoi ridicoli manifesti pubblicitari.

Così mentre nella città di Vibo Valentia i cartelloni pubblicitari di Maduli sono stati rimossi per morosità verso l’amministrazione comunale, mentre nella città di Cosenza ci sono cause in corso, sempre perché Maduli non paga; nella città di Catanzaro, dove vige il disprezzo totale delle leggi delle regole e di tutti i regolamenti comunali secondo la regola del “sistema”, il plurindagato Giuseppe Pisano per la campagna elettorale prossima di giugno 2022, ha ottenuto l’affissione da parte di Maduli, in un accordo di vero e proprio “voto di scambio” a tutela di reciproci vantaggi. Pisano avrà l’affissione gratuita, mentre Maduli non sarà dall’Amministrazione comunale di Catanzaro, né sanzionato per le plance abusive, né avrà notificato alcun verbale pregresso di mancato pagamento negli anni della tassa sulle affissioni.

Giuseppe Pisano, già rinviato a giudizio per l’inchiesta del Comune di Catanzaro Gettonopoli, già rinviato a giudizio per l’inchiesta Corvo, ed in procinto di ricevere l’ennesimo avviso di garanzia per la truffa dei buoni spesa COVID del Comune di Catanzaro, quelli rubati alle famiglie bisognose e concessi sottobanco agli amici del consigliere, oggi è diventato il front-office delle ‘ndrine, quelle di Maduli e di Mangialavori.

“Yes I know my way” – io conosco la mia strada – che non è di certo quella di Damasco, ma la solita strada di quella sotto-provincia calabrese a più alto tasso di mafiosità, dove sotto l’egida di Peppe ‘ndrina si svincolano gli affari di Maduli a Catanzaro con il testimonial del blues locale, Giuseppe Pisano.

Insomma il cantautore Pisano (Pino Daniele si starà rivoltando nella tomba!) con leggerezza passa da Peppe ‘ndrina a Peppe scambio, cioè il voto di scambio messo in atto con questa sua ennesima “porcata” dei manifesti 6×3 di Pubbliemme. Ma come può un popolo come quello catanzarese accettare di essere preso in giro da personaggi squallidi come Giuseppe Pisano, il consigliere comunale ubiquo così come affermava davanti alle telecamere de La7, nel tristemente famoso pollaio di Giletti?



Gli illeciti gettoni di presenza percepiti dal consigliere imputato Giuseppe Pisano per le fittizie riunioni delle commissioni consiliari permanenti, hanno riscontri investigativi inconfutabili. Infatti il 4 dicembre 2018 Pisano, che ha percepito illecitamente 1.348,20 euro di gettoni di presenza, ha avuto un incidente stradale, la commissione era in corso ma lui aveva avuto il tempo di uscire, fare un incidente e alle ore 10:18 essere ammesso in Pronto Soccorso: «C’era il vicepresidente e comunque io quel gettone non l’ho percepito», dice Pisano all’inviato del pollaio e poi ammette che «sì, ero ubiquo…» perché si trovava contemporaneamente all’ospedale e in Comune.

Avrebbe fatto bene Pisano ad auto immortalarsi nei manifesti 6×3 con la foto dei buoni spesa COVID, quelli che dalle risultanze investigative sono descritti per come segue: «[…] hanno truccato, forzato, ed approfittato dell’utilizzo improprio dei buoni spesa Covid, attraverso artifici amministrativi atti a far si che attraverso il loro ruolo di amministratori pubblici, avendo libero e costante accesso diretto presso gli uffici interessati alle pratiche ed alla determinazione degli elenchi aventi diritto, potevano coì entrare in possesso diretto ed utilizzo discrezionale degli stessi buoni spesa Covid, che venivano successivamente messi a disposizione e portati all’incasso spesa, da parte dei loro diretti capi elettori ed elettori[…] con la promessa in cambio della raccolta di voti per l’appuntamento elettorale delle elezioni amministrative al comune di Catanzaro nella prossima tornata 2022”, gli stessi buoni a vantaggio esclusivo dei loro capi elettori. Così vanno le cose nella Calabria comandata dalla massomafia di stato.

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