L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 1 marzo 2022

In tempo di guerra è la politica che domina e comanda e l'economia è un cagnolino che segue le direttive del padrone

ATTACCO ATOMICO FINANZIARIO: collassa il Rublo, Russia con fondi esteri congelati

Scritto il  alle 07:23 da Danilo DT

 

Il sistema prende posizione. La condanna nei confronti di Putin è praticamente unanime. Solo i suoi alleati lo stanno appoggiando, chi in modo più esplicito e chi più pacatamente, altri passano da sostenitori a neutrali. Ma anche chi era neutrale ora non lo è più. Basta vedere la Svizzera, il paese che è la depositaria di chissà quanti capitali russi. Anche per la Svizzera il momento è storico.

GENEVA, Feb 27 (Reuters) – Swiss President Ignazio Cassis said on Sunday that it was “very probable” that neutral Switzerland would follow the European Union (EU) on Monday in sanctioning Russia and freezing Russian assets in the Alpine country.

Cassis, interviewed on French-language Swiss public television RTS, said that the seven-member Federal Council would meet on Monday and review recommendations by the departments of finance and economy.

La Svizzera quindi non è più finanziariamente neutrale (sembra che 25 miliardi di USD delle riserve russe siano in Svizzera e quindi saranno congelati) e anche alcuni investitori di un ceto rilievo tagliano i ponti con Mosca.

OSLO, Feb 27 (Reuters)  – Norway’s $1.3 trillion sovereign wealth fund, the world’s largest, will divest its Russian assets following Russia’s invasion of Ukraine, the Norwegian prime minister said on Sunday.

The fund’s Russian assets, consisting of shares in some 47 companies as well as government bonds, were worth 25 billion Norwegian crowns ($2.83 billion) at the end of 2021, down from 30 billion crowns a year earlier, the government said.

La tensione anche tra i russi sale. Tutte le banche stanno vivendo una sorta di bank run, con lunghe code agli sportelli dei bancomat, in cerca di rubli ma soprattutto di dollari, sempre più difficili da trovare. L’importante è prelevare il prelevabile, oggi la svalutazione sicuramente sarà forte e quindi anticipare l’apertura dei mercati salverà un po’ di potere d’acquisto.

Non parliamo quindi di grandi imprese, terrorizzate dal blocco dello SWIFT, ma semplici cittadini che temono per i loro (limitati) averi anche perché molti temono che anche i più noti circuiti di pagamento elettronico (Visa e MasterCard per fare due nomi a caso) verranno bloccati, inchiodando quindi la quotidianità delle persone. Senza soldi e senza moneta elettronica. La banca centrale russa esclude questa ipotesi. La realtà la scopriremo forse a breve.

SWIFT: ma se diventa un boomerang?

Parlando ancora di SWIFT, ribadiamo che questa rappresenta una delle armi più potenti che possiamo sfoderare contro la Russia. Swift è un acronimo e sta per per “Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication”, ossia l’infrastruttura che permette i pagamenti di beni, servizi, materie prime e – soprattutto – prodotti energetici. Di fatto, insomma, è il circuito globale che sorregge i pagamenti bancari. Però c’è un piccolo problema.

Qual è l’esposizione delle banche italiane nei confronti della Russia e indirettamente quanto quindi inciderebbe il blocco dello SWIFT? Da questo grafico è evidente che ci giochiamo il primato con le banche francesi, ma tanto per cambiare, il rischio è che l’arma più potente, possa diventare un boomerang per alcune banche particolarmente esposte nei confronti di Mosca.

Ma al centro di tutto c’è, ancora una volta, l’energia: verrebbero infatti congelate le transazioni con la Russia cui l’Occidente che comprano gas e petrolio da Mosca al ritmo di 700 milioni di dollari al giorno.

Però è anche vero che la Russia si ritroverà, anche grazie a queste sanzioni, con circa il 50% delle sue riserve congelate (visto che sono in paesi UE).

BORRELL: HALF OF RESERVES IN RUSSIAN CENTRAL BANK TO BE FROZEN – BBG

Intanto sembra che il Rublo domattina aprirà in picchiata. Ora 171 rubli per un USD. Qualche ora fa quotava 83. Vediamo se questo attacco finanziario darà gli effetti sperati e soprattutto in breve termine.

STAY TUNED!


https://intermarketandmore.finanza.com/attacco-atomico-finanziario-collassa-il-rublo-russia-con-fondi-esteri-congelati-94134.html

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