L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 marzo 2022

La guerra tra Bruxelles e la Polonia continua, e vengono a galla i nodi di Euroimbecilandia, compromesso o scioglimento?

Polonia, la Corte Costituzionale contro la Convenzione Ue sui diritti umani: “Non è conforme alla Carta nazionale”


"Vergognatevi, abbiamo la guerra alle porte e la Polonia prosegue sulle tracce della Russia", ha detto il costituzionalista Piotr Mikuli commentando la decisione sulla Gazeta Wyborcza. Ma il governo esulta. Così, secondo i media polacchi, non saranno implementate le sentenze della Corte di giustizia europea che più volte negli ultimi mesi imponevano sulle autorità polacche il ritiro delle "riforme" di giustizia in grado di minarne l’indipendenza

di F. Q. | 11 MARZO 2022

La Corte costituzionale polacca di nuovo contro il diritto e i trattati internazionali. Questa volta i giudici di Varsavia si sono scagliati contro una parte della Convenzione europea sui diritti dell’uomo sostenendo che questa non sia conforme con la costituzione nazionale. In particolar modo, si fa riferimento al passaggio in cui il testo garantisce a ogni cittadino il diritto ad un sistema di giustizia autonomo ed indipendente. In questo modo, sostengono i media polacchi, non saranno implementate le sentenze della Corte di giustizia europea che più volte negli ultimi mesi imponevano alle autorità polacche il ritiro delle “riforme” di giustizia in grado di minarne l’indipendenza.

“Vergognatevi, abbiamo la guerra alle porte e la Polonia prosegue sulle tracce della Russia“, ha detto il costituzionalista Piotr Mikuli commentando la decisione sulla Gazeta Wyborcza. Mikuli ricorda infatti che una sentenza simile fu pronunciata a Mosca nel 2015. Decisione che, invece, è stata accolta positivamente dall’esecutivo di Varsavia, con il ministro della giustizia, Zbigniew Ziobro, che auspicava tale esito.

Proprio sulla scarsa indipendenza della magistratura polacca e il mancato rispetto dello Stato di diritto era arrivata la decisione della Commissione europea, lo scorso dicembre, di aprire una procedura d’infrazione contro la Polonia a causa delle decisioni prese dalla Corte Costituzionale che violano, tra l’altro, il principio del primato del diritto Ue su quello dei singoli Paesi.

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