L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 2 marzo 2022

La VERITÀ faticosamente si fa luce tra i rovi e spine create dal clero del Circo Mediatico. L'OBBLIGO chiamato persuasione, abbiamo dei criminali al governo e al Parlamento, vogliamo parlare di Mattarella Mattarella quello dei bombardamenti con uranio impoverito nel '99 in Serbia?

L'obbligo vaccinale è "illegittimo" a causa degli effetti avversi, la bomba del giurista Giuliano Scarselli: salta tutto?


01 marzo 2022

La Costituzione non prevede che per un illecito amministrativo un cittadino si ritrovi ridotto alla fame. Giuliano Scarselli, professore ordinario di Procedura civile a Siena, va giù duro contro l'obbligo vaccinale agli over 50 sulla scia dei pronunciamenti del Tar contro i provvedimenti del governo sulle categorie professionali ma anche il ribaltone del Consiglio di Stato che ha ritenuto legittimo l'obbligo vaccinale per il personale sanitario.

Le sospensive dei giudici amministrativi che hanno bloccato sospensioni della retribuzione sono solo "provvedimenti cautelari e non contengono una motivazione che possa far ritenere che poi nel merito i giudici decideranno in un senso o nell'altro. A mio parere, la violazione dell'obbligo vaccinale non può comportare la sospensione della retribuzione quando questa abbia natura alimentare" spiega il docente in una intervista al Fatto quotidiano.


Per il giurista "siamo tutti figli di Cesare Beccaria, le punizioni devono essere proporzionate all'illecito" e la mancata osservazione dell'obbligo di vaccinarsi contro il Covid "non può avere come conseguenza quella di mettere alla fame chi abbia commesso l'illecito e magari la sua famiglia. Né, più in generale, una violazione amministrativa può comportare la perdita di diritti della persona costituzionalmente garantiti". Senza contare che "solo in Italia si prevede l'obbligo vaccinale per andare a lavorare.

Anche soluzioni meno drastiche, come la mera riduzione dello stipendio, non sarebbero coerenti col dettato costituzionale. Non è "logico" che i vaccinati vadano al lavoro "mentre i non vaccinati possano stare a casa con metà stipendio" perché non è possibile da disincentivazione perché "l'incongruenza dipende, a mio sommesso parere, dall'idea che il non vaccinato non possa andare a lavorare".

Per Scarselli "non è corretto chiamare strumenti di persuasione quelli che invece sono strumenti di coercizione". L'obbligo vaccinale, spiega il giurista, "è costituzionalmente legittimo non quando, come è stato affermato, i rischi sono inferiori ai benefici, ma quando la vaccinazione non comporta alcun rischio che non sia banale, ovvero solo quando 'esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi sia assoggettato'" dice il professore che cita numerosi pronunciamenti della Corte costituzionale. Insomma, l'obbligo sarebbe legittimo se non ci fossero "decine di migliaia di eventi segnalati e centinaia di decessi" legati a vaccini che hanno una autorizzazione d'emergenza.

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