L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 marzo 2022

La vicenda mette in evidenza che chi si fa un'opinione diversa dalla narrazione del clero televisivo sull'Operazione speciale militare in Ucraina è preso di mira dalla carta stampata e pare che il servizio segreto ha attenzionato la senatrice

IL CASO
«Granato filo-Putin nel mirino dei Servizi italiani», e la parlamentare calabrese querela Repubblica

Secondo il quotidiano nazionale l’intelligence sta cercando di appurare se le sue posizioni a favore della Russia siano frutto di «una scelta consapevole». Ma lei non arretra: «Il Cremlino sta conducendo una battaglia per tutti noi contro l'agenda globalista»

di Claudio Labate
21 marzo 2022 19:53

Bianca Laura Granato, senatrice della Repubblica

Continuano a fare discutere le posizioni sul conflitto russo ucraino della parlamentare calabrese Bianca Laura Granato che appena qualche giorno fa si era detta favorevole ad ascoltare a Camere riunite i due leader in guerra, quindi tanto l’aggredito Volodymir Zelensky, quanto l’aggressore Vladimir Putin, perché «il torto e la ragione – aveva detto - non stanno mai da una parte sola».

Ma al di là delle frasi affidate alla stampa, sembra che tutta l’attività della Granato sia finita sotto la lente d’ingrandimento. In un articolo apparso oggi su “La Repubblica”, Giuliano Foschini, parla della senatrice come una sorta di strumento della “macchina di disinformazione russa”. Un’affermazione grave che però fa il paio con un’altra vicenda dai contorni inquietanti che si svela quando, nell’articolo in questione, entrano in scena nientemeno che i servizi di intelligence. Per come riportato da Repubblica, gli 007 di casa nostra, “già in un’annotazione del 7 marzo scorso, evidenziano che gran parte di questo materiale, diciamo di provenienza sospetta, venga rilanciato costantemente dalla nostra parlamentare sui suoi canali. «La senatrice – scrivono – appare fortemente coinvolta nella campagna di disinformazione russa, anche se non è chiaro se sia frutto di una scelta consapevole o di una manovra di manipolazione Russa».

Ma non solo, perché la parlamentare catanzarese non fa niente per “rimediare” ad alcuni oggettivi scivoloni, frutto comunque delle proprie convinzioni. Ieri, infatti in un video circolato su uno dei canali Telegram più frequentati, la Granato ha lasciato un nuovo messaggio destinato a far discutere, forse ancor di più rispetto alla presa di posizione della scorsa settimana. «Putin penso che stia conducendo una importante battaglia, non solo per la Russia, ma per tutti noi». La lettura degli eventi da parte della Granato rimane comunque singolar perché, a suo dire, sostanzialmente il leader russo sta facendo questa battaglia «perché non ha accettato l’agenda globalista, che è stata imposta a tutti noi e quindi agli Stati dell’Unione europea. Quindi a Putin voglio dire uniamo le forze per sconfiggere insieme l’agenda globalista».

Granato: «Io, diffamata, sono contro la guerra».

«Gravissimo e falso quanto afferma il quotidiano La Repubblica sul mio conto al punto da costringermi, per la prima volta dall'inizio del mio mandato, a sporgere denuncia per diffamazione alla mia persona e alla mia funzione alla competente autorità giudiziaria». È la reazione della senatrice Granato che affida ad una breve nota, pubblicata sul proprio blog, il suo pensiero: «Io non sono coinvolta nella campagna di disinformazione russa ad alcun titolo, non sono in contatto con esponenti della federazione russa, quindi non posso propagandare notizie carpite da fonti privilegiate: sono solo una parlamentare che esprime opinioni libere rispetto a fonti dirette ufficiali e di dominio pubblico».

Ma la Granato torna anche sulla vicenda dell’audizione a Camere unificate del presidente ucraino prevista per domani, e che l’ha vista anche in questo caso andare controcorrente: «Continuo a dire che è altrettanto necessario ascoltare il presidente russo Putin. Io sono contraria a questa guerra, come la maggioranza degli italiani. Il governo italiano e la stampa mainstream con queste prese di posizione, anziché favorire il processo diplomatico che potrebbe portare alla pace, alimentano l’escalation verso un sempre più probabile conflitto mondiale, cercando di farlo passare come ineluttabile. Ogni giorno arriva la conferma che siamo in pessime mani, purtroppo».

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