L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 23 marzo 2022

Repetita iuvant - L'Occidente in mano a dei dilettanti allo sbaraglio. Mosca, quando raggiungerà i suoi obbiettivi, spegnerà il fuoco. Ripetere giova, l'indivisibilità della sicurezza

INCENDIARI OVUNQUE!

Scritto il  alle 07:26 da icebergfinanza

Meteo, vegetazione, incuria del territorio: i 3 fattori dietro agli incendi (non solo in Italia) - Il Blog di Beppe Grillo

Surreale, non mi vengono in mente altre parole, surreale!

Servirebbe abbassare i toni, cercare di sedersi intorno a un tavolo, intavolare un minimo di trattativa, per evitare tragedie umane e questi che fanno, continuano ogni giorno a buttare benzina sul fuoco.

Qualcosa sfugge, qualcosa che è più grande di noi.

«La Cina è il Paese con la maggiore influenza sulla Russia quindi potrebbe fare di più per mettere fine alla guerra. Finora non abbiamo visto niente di tutto ciò, abbiamo solo sentito dichiarazioni». Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price, in un briefing con la stampa. ( Corriere )

Possibile che si voglia in tutte le maniere provocare pure la Cina, davvero si vuole offrire loro la scusa per invadere Taiwan?

Tutto quello che si vuole, dittatori ovunque, lo scrivo da tempo, Russia e Cina sono Paesi comunisti, ma gli americani con i 3 loro presidenti, Clinton, Bush e Obama, in nome di una presunta esportazione della democrazia, hanno bombardato 8 0 9 Paesi, milioni di vittime civili, nessuno ha la coscienza pulita, nessuno.

Le accuse russe che Kiev ha armi biologiche e chimiche «sono false» e sono un «chiaro segnale» che Vladimir Putin «sta valutando di usarle entrambe» nella guerra in Ucraina. Lo ha ribadito il presidente americano Joe Biden. Putin, ha sottolineato Biden, «è con le spalle al muro e ora sta parlando delle nuove operazioni sotto falsa bandiera che sta preparando» ( Corriere )

Questa è benzina sul fuoco, non acqua, come la proposta di interrompere completamente l’import di petrolio russo, il gas non si tocca, sarebbe la fine economica dell’Europa.

Con l’escalation dell’offensiva russa in Ucraina, l’Unione europea è decisa a colpire ancora l’economia di Mosca per tagliare i fondi alla guerra di Vladimir Putin. Ma il nuovo pacchetto di sanzioni che arriverà al vertice dei capi di Stato e di governo del 24 marzo è ancora privo di una delle sue armi più potenti: l’embargo sul petrolio russo. Il Consiglio Esteri non è riuscito a trovare un accordo, diviso tra i falchi che vogliono colpire di più e Paesi più energicamente dipendenti dai combustili russi, con in testa la Germania. La questione sarà affrontata dai leader ma sembra esclusa l’adozione formale delle nuove misure. (Fatto Quotidiano)

Il petrolio stava scendendo e subito è risalito sopra i 110 dollari, una follia, stanno incendiando il mondo, nessuno che faccia il pompiere, nessuno.

Ieri si è aggiunto pure Powell a buttare benzina sul fuoco a far esploderei tassi, oltrepassando temporaneamente la famosa linea maginot, ovvero il tasso neutro a cui guarda la Fed su lungo termine.

Non passerà poi molto che il mercato inizierà a scommettere definitivamente su una severa recessione. Un’ovvietà  dietro l’altra mentre il dollaro continua a rafforzarsi e l’euro si avvicina alla sua capitolazione.

(Teleborsa) – La Federal Reserve dovrebbe alzare i tassi di interesse, più velocemente, ovvero più di un quarto di punto se necessario. Ne è convinto il presidente della banca centrale americana, Jerome Powell, sottolineando che la Fed aggiusterà la sua politica con l’evolversi dell’outlook per centrare i suoi obiettivi. “L’aumento dell’inflazione è stato maggiore e più persistente delle attese”

Nulla di nuovo, ma abbastanza per far si che il mercato inizi a spingere su più aumenti di tasso, mentre la curva ormai è quasi completamente invertita.

Raphael Bostic, presidente della Federal Reserve di Atlanta ha suggerito…

“Sto davvero tentando di entrare a mente aperta, senza impegni e senza blocchi di sorta”, ha detto Bostic alla stampa dopo un evento, prevedendo che l’inflazione rimarrà intorno al 4,1% entro la fine dell’anno, ma che gli aggiustamenti per la catena d’approvvigionamento e il ritorno alla forza lavoro di lavoratori ai margini aiuteranno ad alleviare la pressione sui prezzi. (Reuters)

Ieri le curve dei tassi urlavano recessione quasi ovunque. Ieri Powell ha suggerito che nessuno si aspetta di ottenere un atterraggio morbido senza complicazioni nel contesto attuale, lo ha ammesso.

Si preoccupano dei tassi, ma non si preoccupano della marea di inutile liquidità che devono ancora iniziare a togliere dal mercato, la vera responsabile di questa enorme bolla speculativa che produce inflazione da asset.

”Vale la pena notare che oggi l’economia è molto forte ed è ben posizionata per gestire una politica monetaria più restrittiva.”

Sembra di essere tornati alle parole di Bernanke, il sistema finanziario è fondalmentamente sano, il mercato immobiliare resiliente, nessuna bolla immobiliare.

Poi tutto crollò!

Ora con i tassi ipotecari che esplodono, non farà altro che crollare il mercato immobiliare e l’occupazione edilizia, chi si accreditava per l’acquisto di una casa con tassi al 3 % ora non è più in grado di farlo al 4,5% e il mercato ha dato i primi segnali.

Basta solo che inizino a vendere asset MBS che hanno in portafoglio e il gioco è fatto!

Pensano davvero di mantenere forte l’economia USA, se il mercato immobiliare e quello manifatturiero crolleranno?

 

The National Debt Will Grow to Be Twice the Size of the Economy

Come testimonia la tabella qui sopra, ormai il livello attuale del debito p tale e quale rispetto a quello accumulato durante la seconda guerra mondiale.

La storia insegna che ci vollero 42 anni prima di rivedere una ripresa dei tassi, crollati ai minimi storici. Vogliamo scommettere contro la storia?

Tempi difficili, surreali,


https://icebergfinanza.finanza.com/2022/03/22/incendiari-ovunque/

Nessun commento:

Posta un commento