L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 19 marzo 2022

Mariupol, i nazisti in trappola come ratti

18 Marzo 2022 21:00
Le narrazioni ucraine si iniziano a contraddire

di Dmiti Kovalevic, 18 marzo 2022

I rapporti ucraini sulla situazione a Mariupol rivelano divergenze. Ci sono due linee, entrambe ucraine: quella del battaglione Azov e quella delle autorità di Kiev.

1) I neonazisti di Azov che sono intrappolati nella città chiedono disperatamente aiuto. Chiedono di sbloccare la città. Lanciano appelli in varie lingue a tutta la comunità mondiale affinché faccia tutto il possibile per liberare i “difensori dell'Ucraina”. Dicono: “Non vogliamo diventare eroi postumi". Ma il consigliere di Zelensky, Arestovich, dice che non c'è possibilità di farli uscire perché le truppe ucraine sono piuttosto lontane e il loro movimento verso Mariupol le renderebbe un facile bersaglio. “Non c'è una via militare per salvarli", dice il consigliere e chiede di fermare questi appelli irresponsabili.

2) Il battaglione Azov a Mariupol sostiene che diversi civili sono morti durante l'attacco al teatro d’arte drammatica della città, e fa appello a un intervento della comunità mondiale. Ma il sindaco ucraino di Mariupol, S. Taruta, ha detto ieri che i civili erano nei sotterranei, e vivi.

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Delle due versioni, è importante ribadire come la stampa italiana filo Nato corra dietro alle false flag dei nazisti Azov che mirano a scatenare la terza guerra mondiale. Sul teatro di Mariupol anche la notizia delle "130 persone estratte vive" suscita perplessità vista la totale assenza di immagini dei sopravvissuti.

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