L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 marzo 2022

Ormai la melma, in Occidente ci ricopre dappertutto

Mi ha scritto un’altra questurina di News Guard
Maurizio Blondet 7 Marzo 2022

Uno vorrebbe occuparsi di notizie, e dare informazioni serie e gravi. Ma ho ricevuto questa mail, il cui tono vi chiedo di apprezzare il tono mellifluamente minaccioso: è il loro stile.

Gentile Maurizio Blondet,

La contatto da NewsGuard [1]. Nel tentativo di combattere la disinformazione online, i nostri giornalisti analizzano siti di notizie e informazioni in merito a credibilità e trasparenza e preparano una scheda informativa sul sito verificando il rispetto di nove parametri [2]. L’intento è quello di aiutare gli utenti nella comprensione del contesto che sta attorno alle notizie che leggono online e di offrire indicazioni sull’affidabilità dei vari siti.

Al momento stiamo aggiornando la scheda relativa al suo sito e, in base alla nostra analisi, abbiamo trovato alcuni articoli che contengono affermazioni non accurate sul conflitto Russia-Ucraina. In particolare, le chiederei un commento su questo pezzo: https://www.maurizioblondet.it/mosca-accusa-in-ucraina-usa-hanno-sviluppato-armi-biologiche/ che riprende alcune affermazioni sulla presenza di laboratori di armi biologiche negli Stati Uniti senza contraddirle.

Ringraziandola per l’attenzione, porgo cordiali saluti.

Sara Badilini

Links:
——

Dalle notizie che la piccola cekista dà di sé su News Guard risulta questo:

“Ha lavorato come giornalista per l’Eco della Bassa Bresciana” .

Sara Badilini – ANALISTA

La piccola questurina


Sara Badilini è un’analista di NewsGuard con sede a Chicago. Attualmente lavora come giornalista tirocinante per Block Club Chicago. Scrive per Religion News Service e Interfaith Youth Core e si occupa di ambiente, religione, e questioni legali. In passato ha lavorato come giornalista per l’Eco della Bassa Bresciana. Badilini si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Trento e ha conseguito un Master di Giornalismo alla Columbia Journalism School di New York.

Quanto al Block Club Chicago, di cui la cekistina è “tirocinante”, nemmeno giornalista professionale, è un giornalino online di notizie locali: insomma un “Eco della Bassa Bresciana” di Chicago.

Block Club Chicago is an online newspaper that reports local and neighborhood news in Chicago. The website operates as a non-profit, subscription-based service.

Mia risposta:

Dunque lei è la questurina che si occupa della mia “schedatura”. Vorrei sapere: perché dovrei rispondere a lei, praticante di terz’ordine per evidentemente troppo breve tempo in un settimanale (con tutto il rispetto) di second’ordine che si chiama Eco della Bassa Bresciana? L’articolo che non le è piaciuto aveva le fonti ben indicate; perché a lei non bastano? Mi vuol obbligare a “contraddire” cosa? L’informazione che oltretutto lei ha letto male? Infatti non ho scritto di laboratori di armi biologiche “negli Stati Uniti” ma in “Ucraina” – A che titolo si arroga questa prerogativa di inquisire i colleghi con 50 anni di giornalismo Ha ricevuto un incarico? E’ pagata per schedare, inquisire e intimidire? Quali misure saranno prese contro di me se non le obbedisco?

Le rendo noto quel che si usava nella polemica giornalista prima che voi questurini di NewsGuard vi metteste a fare le schedature: il mio articolo conteneva inesattezze? Bastava che lei scrivesse una precisazione con i dati a suo giudizio corretti, ovviamente documentati, chiedendomi di pubblicarli come si devono pubblicare le rettifiche; e io sarei stato ben felice di pubblicarla, perché una smentita è una notizia data due volte. All’Eco della Bassa Brescia non è rimasta abbastanza a lungo per imparare nemmeno questo.

Nessun commento:

Posta un commento