L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 31 marzo 2022

Società private, che non pagano le tasse, gestiscono la sanità pubblica. Oltre il danno la beffa. Gli stati governati dai privati, il voto tanto sbandierato dei cittadini è carta straccia

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come.

La vaccinazione McKinsey e la fine dello Stato



Molte delle persone che non si sono fatte travolgere dalla sindrome del Covid e si rendono conto sia del male che è stato fatto sul piano propriamente sanitario, sia delle implicazioni politiche della narrazione pandemica, non hanno però la precisa misura di come siano andate avanti le cose verso il reset: ma lo “scandalo” Macron in Francia testimonia di quanto interi Paesi siano ormai fagocitati da un potere grigio e completamente privatistico che spesso si è sostituito alla politica. Due settimane fa è uscito in Francia un dossier che ha messo in luce come l’ex o forse nemmeno tanto ex impiegato dei Rothschild che occupa l’Eliseo, abbia incaricato il colosso mondiale della consulenza McKinsey di gestire tutta la campagna vaccinale in Francia secondo quello che nel gergo neo liberista viene chiamato “partenariato pubblico privato”. Cosa che consiste nel fatto che aziende private si prendono i soldi per fare quello che i poteri pubblici potrebbero benissimo fare in proprio, magari con maggiore oggettività. Ad ogni modo la McKinsey non si è occupata solo delle clip pubblicitarie, ma anche del coordinamento di tutti i nodi sanitari coinvolti, del “controllo dei messaggi” durante la campagna perché essa fosse più efficace e dunque anche delle formule con cui i futuri vaccinati avrebbero dovuto essere adescati e rassicurati. Ciò include anche l’introduzione del “passaporto verde”. Il tutto per un miliardo di euro, ovvero il valore dei contratti in essere in Francia da parte di questa piovra.

Un rapporto di una commissione d’inchiesta non solo fa notare che questo Moloch della consulenza non ha mai pagato mezzo euro di tasse in Francia negli ultimi dieci anni, ma traccia anche un collegamento tra l’azienda e l’ascesa politica di Macron. Matthieu Aron, che ha scritto il rapporto, ha dichiarato in un’intervista che di fatto McKinsey con Macron è diventata padrona dello stato francese. Ci sono anche intrecci personali: si dice che Karim Tadjedinne sia uno dei confidenti più stretti di Macron e sia anche all’interno della dirigenza del McKinsey. Il presidente del resto nel 2008, quasi 10 anni prima di arrivare in cima alle istituzioni francesi, nella sua funzione di banchiere d’investimento presso Rothschild & Cie a Parigi. è stato anche coinvolto nell’acquisizione della divisione alimenti per l’infanzia di Pfizer da parte di Nestlé. Anche il Boston Consulting Group (BCG), un altro gigante della consulenza insieme a McKinsey, ha sostenuto Macron mentre la fondatrice dell’ufficio di Vienna di BCG è Antonella Mei-Pochtler, che in seguito è divenuta consigliere capo del cancelliere Sebastian Kurz.

Insomma queste società di consulenza in realtà fanno il bello e il cattivo tempo, sostituendosi allo Stato anche nei compiti più delicati, anche quando si tratta di salute pubblica, il che è francamente agghiacciante, perché è del del tutto evidente che esse lavorano esclusivamente per il proprio profitto e per quello dei loro azionisti, tra i quali potrebbero esserci benissimo – in via diretta o indiretta tramite le centrali del risparmio – proprio le multinazionali del farmaco, nel caso della pandemia o comunque soggetti che hanno un interesse diretto nel tipo di consulenza fornito da McKinsey e compagnia. Il fatto stesso che una questione così delicata dal punto di vista sanitario ed etico come le vaccinazioni sperimentali siano gestite privatamente e tramite società che fanno parte di una cupola di potere grigio, è un chiaro indizio della manipolazione informativa. Del resto questo lo sappiamo benissimo anche a noi grazie a Draghi. Si tratta di una forma subdola di privatizzazione dello Stato che procede attraverso passi formalmente legali, ma illegittimi nella sostanza. Si potrebbe persino dire che non è Macron a servirsi di questo mostro della consulenza, ma è la McKinsey che governa con la consulenza di Macron. E purtroppo questa è una situazione che più o meno coinvolge tutti gli stati europei il cui milieu politico ha lasciato tutto lo spazio al potere privato.

Nessun commento:

Posta un commento