L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 marzo 2022

Stagflazione 90 - Gli effetti delle sanzioni sono una mancata crescita in presenza di inflazione e verso i rialzi dei tassi. Il Casinò di Wall Street e le sue succursali andranno in pausa. Gli oligarchi temono per le montagne dei loro soldi e vanno in cerca di porti sicuri e rassicuranti

La view
Edmond de Rothschild sottopesa le azioni, forte impatto della crisi ucraina sull'Europa
Dopo una settimana che ha visto la Fed avviare il ciclo di rialzi e anche Bank of England alzare i tassi, l’incertezza continua a dominare e spinge gli investitori verso porti sicuri. Il rimbalzo degli asset cinesi
di Virgilio Chelli 22 Marzo 2022 - 13:30


I negoziati tra Mosca e Kiev non sono riusciti a produrre un cessate il fuoco nonostante la rinuncia alle ambizioni di entrare nella Nato del presidente ucraino. Il conflitto si è invece intensificato e la UE ha adottato una nuova ondata di sanzioni andando a colpire le esportazioni di beni di lusso dall’Europa alla Russia e le importazioni di acciaio e metalli dalla Russia, mentre sono state per ora risparmiate le importazioni energetiche. L’escalation delle sanzioni rappresenta una chiara minaccia alla crescita, mentre la Fed e la Bank of England hanno alzato i tassi di un quarto di punto come da attese per contrastare l’inflazione alimentata da energia e commodity.

IMPATTO NEGATIVO SOPRATTUTTO IN EUROPA
Edmond de Rothschild nel suo commento settimanale sui mercati internazionali prevede che la crisi ucraina avrà un impatto molto negativo sulla crescita globale e ancora di più su quella europea, per cui mantiene il proprio sottopeso dell’azionario in portafoglio rimanendo sottopesata anche di bond governativi e Investment Grade e restando cauta sulla duration vista l’inflazione persistente. Questo ambiente di elevata incertezza continua a spingere gli investitori verso il porto sicuro del franco svizzero, con la banca centrale elvetica costretta a intervenire per tenere sotto controllo il prezzo della moneta.

MOLTI NODI DA SCIOGLIERE
Intanto l’azionario cinese ha rimbalzato dopo l’ondata di vendite quanto il governo di Pechino si è impegnato a fare tutto il possibile per sostenere il mercato immobiliare e assicurare che venga conseguito l’obiettivo di una crescita economica del 5,5% quest’anno. L’analisi di Edmond de Rothschild sottolinea che, nonostante i progressi che sembravano emergere dai negoziati Mosca-Kiev e che hanno spinto al rialzo i mercati, molti nodi sono rimasti da sciogliere, mentre resta la forte dipendenza energetica europea dal gas russo, a cominciare dalla Germania.

LUSSO, TRAFFICO AEREO, AUTOMOTIVE
Edmond de Rothschild segnala che nel lusso Prada ha mantenuto i target nonostante la guerra, anche H&M ha riportato fatturato in aumento nel primo trimestre, mentre segnalano difficoltà le aziende legate al business del traffico aereo, come Fraport, che gestisce l’aeroporto di Francoforte e si aspetta che il traffico resti comunque sotto del 55-65% rispetto ai livelli del 2019, con un ritorno a quelli pre-pandemia non prima del 2026. Più ottimista ADP che conta invece di raggiungere il 70-80% del traffico del 2019 già quest’anno. Anche Volkswagen prevede un impatto negativo di guerra e caro-commodity sui risultati del 2022.

DATI USA SUGGERISCONO CAUTELA
Anche l’azionario USA aveva rimbalzato nella settimana in cui la Fed ha avviato il suo ciclo di rialzi, ma secondo Edmond de Rothschild i dati che arrivano dall'economia suggeriscono un approccio cauto, con indicatori come il l’Empire State index di marzo caduto di quasi 12 punti contro attese di un aumento del 6,4%. La guerra in Ucraina continua e il dialogo non sembra fare sostanziali passi avanti.

CREDITO, BENE GLI HIGH YIELD
Per quanto riguarda il mercato del credito, la storica casa sottolinea la caduta del premio per il rischio con i bond High Yield che hanno guadagnato in termini di prezzo grazie alla compressione degli spread e al fatto che molti emittenti, come l’italiana Webuild (ex-Salini), mettono a segno risultati societari robusti. Anche nel debito subordinato i CoCo bond bancari hanno perfomato bene grazie ad acquisti dall’Asia.

BANCHE E CONVERTIBILI
Le banche continuano a fornire informazioni sulla propria esposizione alle Russia, alcune come l’italiana UniCredit stanno valutando di lasciare il paese e molte lo hanno già fatto. Sul versante infine dei bond convertibili, il mercato delle nuove emissioni resta poco attivo, si segnala l’aumento di capitale lanciato dalla francese EDF per 3,1 miliardi di euro per rafforzare la struttura finanziaria a fronte di prezzi in salita dell’energia elettrica e problemi di corrosione alle centrali nucleari.

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