L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 marzo 2022

Un mio professore di Comunicazione mi disse dodici anni fa circa, non ci si può affidare ad uno strumento che può cambiare le regole in qualsiasi momento e a suo piacimento. Facebook, Twitter e similari sono strumenti di parte e faremo sempre bene a interiorizzare questo fondamentale concetto, ormai i fatti sono numerosi e conclamati.

SCHIFOSI NOI… !
Scritto il 23 Marzo 2022 alle 23:17 da icebergfinanza


In molti mi hanno chiesto perchè da giorni non scrivo più su twitter!

Semplice, Twitter ha bloccato il mio account, mi hanno incarcerato per violenza e molestia!



Non puoi promuovere la violenza nei confronti di terzi, molestare qualcuno o minacciare gli altri in base a razza, etnia, provenienza, orientamento sessuale, sesso, identità sessuale, religione, età, disabilità o malattia grave.

Minaccia, violenza, molestia?

Gramellini, uno dei tanti giornalisti del Corriere della Sera, uno che attraverso i suoi editoriali non manca mai di deridere e schernire con quella punta di ironia che non guasta mai, coloro che non si adeguano al loro pensiero, al pensiero unico ha scritto: ”…schifoso lo zar, schifosi noi e tra schifosi ci si intende.”

Loro la violenza verbale non la usano mai! La loro è ironia, la nostra violenza!

Io mi sono chiesto se forse non fanno schifo questi giornalisti da operetta che quando trovano qualcuno che non la pensa sempre come loro, diventano checche isteriche.

Senza voler offendere nessuno, va fatto notare che la Treccani considera il termine in questione come una suggestione fonosimbolica. Va notato che la stessa parola indica, in diversi dialetti settentrionali, la gazza (così come cécca in area toscana, Donna ciarliera e volgare), e ha varî usi traslati con riferimento a persona, scherzo, etc.

Chiesto spiegazioni, nessuna risposta! Unico messaggio, cliccando su elimina riconosci di aver violato, non so cosa chiedono loro.

No, non funziona così, almeno ci si degna di rispondere e giustificare una simile decisione, dopo oltre 12 anni su twitter senza una sola, ripeto una sola sospensione o contestazione.

Si, i panni sporchi si lavano in famiglia, ma qui è meglio incominciare a capire che i social, le regole, le decidono loro, con chi preferiscono loro, come e quando vogliono, più o meno come la decisione di Facebook di permettere la violenza verbale, ma solo contro i russi, perchè loro sono i giudici.

Spiace rilevare che questa è la democrazia, alle volte si alzano i toni, si usa ironia, ma le sfumature le decidono loro, come direbbe Gordon Gekko,


E quello lo decidono loro!

Il pensiero unico, guai andare contro il pensiero unico, violenza e molestia le decidono loro.

Ce ne faremo una ragione, la vita continua anche senza Twitter!

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