L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 marzo 2022

Una, due settimane e poi dopo Mariupol dove si annidano i nazisti toccherà ad Odessa dove gli stessi hanno bruciato vivi 47 persone nell'indifferenza del clero televisivo, del Circo mediatico

EUROPA
21 Marzo 2022 21:00
L'assedio di Mariupol prosegue


Di Maurizio Vezzosi* - Donetsk

L'assedio di Mariupol prosegue.

Il rifiuto, da parte della compagine ucraina, di ritirarsi disarmata da Mariupol e di consegnare la città alle forze russe ha innescato combattimenti forse ancora più feroci.

La sensazione che ho avuto oggi è che il crescendo degli scontri corrisponda al tentativo ucraino - a mio avviso piuttosto velleitario - di rompere dall'interno l'accerchiamento russo: unica possibilità, del resto, rinunciando ad ogni tipo di accordo e non trovandosi altri reparti ucraini nella condizione di forzare l'accerchiamento da ovest.

Tutti i giornalisti presenti – me compreso – sono stati fatti allontanare in fretta pochi minuti dopo l'arrivo nella periferia della città. Nei pochi minuti di permanenza ho potuto osservare una situazione generale addirittura peggiore di quella delle 48 ore precedenti.

In prossimità del corridoio d'evacuazione controllato dalle forze russe ho notato nuove vittime civili, alcune delle quali ancora incastrate tra i rottami dei loro veicoli.

Nelle vicinanze altre abitazioni - terratetti - sono state distrutte ed in alcuni casi avvolte dalle fiamme. Colonne di fumo nero, nuvole di polvere, rottami ovunque. Boati continui.

Prosegue l'evacuazione dei civili, che a migliaia lasciano la città quotidianamente,

Molte le mine anticarro – verosimilmente posate dalle forze ucraine in ritirata verso il centro della città durante l'avanzata russa – rimaste sul terreno a ridosso del corridoio d'evacuazione.

La zona dell'acciaieria e del porto sembrano essere il luogo in cui si concentrano i maggiori attacchi russi.

Appare impossibile che il battaglione Azov e le altre forze ucraine presenti possano resistere a lungo, non avendo a disposizione alcuna linea di rifornimento.

Visibile l'avanzamento, pur lento, delle forze russe ad ovest e a sudovest di Donetsk, confermato da colonne di fumo e da incendi ben visibili lungo l'autostrada Donetsk-Mariupol.

Dal centro di Donetsk si odono boati continui.

*Post Facebook del 21 marzo 2022. Anche la foto è di Maurizio Vezzosi

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