L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 3 marzo 2022

Una riforma che incide sulle armi legali ma che lascia intatto tutto il potenziale delle armi illegali da dove arriva il vero pericolo per la sicurezza sociale. Il retro pensiero è togliere ai cittadini il possesso di arma solo lo stato le deve possedere e se questo è dispotico tale deve continuare a esserlo, per sempre

Nuova Zelanda: in vigore la nuova legge sulle armi
-2 Marzo 2022


È entrata in vigore lo scorso 1° febbraio la nuova normativa in materia di armi per la Nuova Zelanda, scaturita nel 2019 insieme al buyback delle armi “d’assalto” disposta all’indomani della strage di Christchurch. La normativa dovrebbe accompagnarsi all’istituzione di un registro nazionale delle armi da fuoco (attualmente non contemplato), ma non si prevede la sua implementazione prima del 2023. “Le bande e gli altri criminali violenti non possono continuare a minacciare, intimidire e colpire le nostre comunità”, ha commentato il ministro per la polizia Poto Williams, “queste normative addizionali forniranno alle forze dell’ordine gli strumenti per tenere le armi fuori dalle mani dei criminali e tenere al sicuro le nostre comunità”.

Tra le misure entrate in vigore, c’è l’inasprimento delle sanzioni penali per i crimini riguardanti le armi da fuoco e l’istituzione dei Firearms prohibition orders, per assicurare che le armi non finiscano nelle mani sbagliate. In particolare è prevista una nuova normativa per la registrazione della vendita di munizioni da parte delle armerie.

Per i cittadini che intendano richiedere da adesso in avanti una licenza in materia di armi, saranno adottati criteri di verifica più stringenti in merito all’idoneità del soggetto e, in particolare, sarà richiesto di fornire l’elenco dei Paesi esteri nei quali si è stati nei cinque anni precedenti, con un soggiorno di almeno 14 giorni o più, indicando sia il Paese, sia il numero di giorni del soggiorno. L’idea è quella di evidenziare eventuali segnali di attenzione (red flags) su uno specifico soggetto, che non risultino dai database nazionali ma che possano, invece, essere stati segnalati nei Paesi in cui il soggetto si è recato.

“Queste misure non cambieranno la situazione dall’oggi al domani”, ha commentato Williams, “ma se non si comincia a fare questo tipo di iniziative, non saremo in grado di tenere le nostre comunità al sicuro rispetto alla violenza commessa con le armi”.

Per la verità, si evidenziano già numerose voci critiche sull’efficacia di queste misure che, come già accadde per il buyback delle armi “d’assalto”, vanno a incidere sul possesso legale di armi ma non incidono significativamente sul possesso illegale e sull’utilizzo criminale delle medesime. Utilizzo che risulta essere in aumento con particolare riferimento alla città di Auckland, dove si registra quasi la metà dei crimini con armi da fuoco di tutto il Paese, le cui cause sono da ricercare nella crescente conflittualità tra le gang criminali legata in particolare al traffico di stupefacenti.

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